Seguire Gesù è togliersi quindi dal centro che siamo sempre noi

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 9, 22-25)

<<“Il Figlio dell’uomo”, disse, “deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno”. Poi, a tutti, diceva: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”>>.  

E’ bello camminare nella vita, è bello avere davanti una strada che percorri con sicurezza, che hai deciso di intraprendere; dopo non pochi tentennamenti ti si è fatto chiaro nella coscienza dove vuoi arrivare e ti metti in cammino; è bello non stare fermi ad aspettare che gli eventi ti cadano addosso, ma è ancor più bello sapere che su questa strada c’è qualcuno che ti precede e che tu continuamente vedi davanti a te e ti dà forza, ti stimola a non fermarti, continua a chiamarti, ti esorta  a continuare: Gli vai dietro convinto che quella è la strada.  

Gesù proprio così dice: chi vuol venire dietro a me.

Il cristiano è colui che va dietro a Gesù, che lo segue, che si mette nel solco dei suoi passi, nella strada da lui aperta, nella direzione che lui tiene con decisione. Il cristiano risponde alla sua chiamata: vieni, seguimi.

Questo verbo lo ripete spesso a chi incontra per strada, seguimi, seguitemi, non lascia a se stesso nessuno.

Seguire Gesù è anche far decidere a Lui la meta, è fidarsi del suo progetto, è inscrivere nei nostri pensieri, nelle nostre attese la sua visione del mondo, il suo rapporto intimo con il Padre, la  vocazione trinitaria che lo ha mandato su questa terra.

Ci dobbiamo decentrare da noi, dal nostro criterio di verità e di bene, dalla nostra sicumera, dallo stesso orgoglio che spesso ci mette contro Dio e collocarci con fiducia dietro di Lui. 

Rinnegare se stessi per seguirlo, non è annientare la bellezza della coscienza, dell’intelligenza, dell’amore che Lui ci ha dato, ma  toglierci dal centro in cui continuamente ci collochiamo, per mettere Lui, la sua vita, il suo vangelo, il suo progetto di salvezza, la sua passione per gli uomini, il suo amore struggente per il Padre.  

Così scopriamo che la strada è in salita, perché occorre portarla con la propria croce, che prima di essere un supplizio è il luogo del massimo amore che Gesù ha per noi e che noi volgiamo avere per Lui.

Non c’è altro modo per il cristiano di realizzarsi: togliersi dal centro, donare la propria vita, non tenere per sé niente, non pensare di guadagnare il mondo, ma di orientare tutto se stesso a Dio.

Passare per le strade di questo mondo che spesso si perdono nel nulla, tenendo dietro a Gesù, perché anche lui ama le nostre strade, ma sa orientarlo al cielo, a quel cielo che non è mai vuoto 

27 Febbraio 2020
+Domenico

Pubblicato da

+Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

Rispondi