Il cieco-nato: la fatica per l’umanità di passare dalle tenebre alla luce

Una Riflessione sul Vangelo secondo Giovanni (Gv 9,1-41)

Era anche lui uno di quei ciechi che facevano i turni da mendicante: 9-12, 15-18, tutti i giorni, festivi compresi, soprattutto il sabato quando tanta gente andava al tempio a ricordare le meraviglie di Dio.

Conosciuto da tutti, da tutti compatito e sopportato … proprio di sabato gli si para davanti Gesù.

Gesù osa fare del fango, in un giorno di sabato, osa spalmarglielo sugli occhi, in giorno di sabato, e il cieco torna a vedere.  

La gioia è garantita, la festa pure: per questo cieco inizia una vita nuova, salta, canta di gioia, ma non sa che cominciano i suoi guai.

Non doveva ritrovare la luce in giorno di sabato, in un altro giorno forse poteva starsene più tranquillo … e così viene impigliato in una vicenda più grande di lui.

L’autorità costituita fa … una indagine: non se ne può più di questa continua infrazione della legge fondamentale per la religione ebraica, che è il sabato; chi osa sfidare il sabato è un maledetto da Dio, infrange il nostro codice penale e deve pagare.  

Comincia così la caccia al bestemmiatore: come è stata, chi era, è proprio vero, sai se ne raccontano tante … tra la gente … che non bisogna mai fidarsi di quel che dicono.

Questo è il cieco, ma può essere finto; dove sono i genitori? Falli chiamare. Che dite? Chi è stato?

Perché chiamate in causa noi? Chiedete a lui che ha la sua età. Lui non si interessa tanto di religione: Lui sa solo che non ci vedeva, che viveva una vita buia, senza speranza, dipendente in tutto, con un cuore spento, senza colori …  Oggi ogni ora che passa scopre la bellezza della vita.

Vorrebbe che tutti con lui ammirassero il creato come se fosse nuovo, invece stanno a litigare sui modelli di interpretazione della realtà di quello che gli è capitato.

Certo occorre pensare, occorre non abboccare, ma io ci vedo, e prima nemmeno pensavo quanto fosse bello godere delle cose che Dio ha fatto. Ora mi invadono i colori, la mia vita è un’altra! Non mi state a convocare tutti i giorni, lasciatemi godere la luce, le piante, i fiori, gli uomini e le donne, il sorriso dei bambini, le espressioni dei volti.  

Ma ormai ha l’abbonamento agli uffici dell’inquisizione: gli viene il sospetto di essere cercato perché vogliono diventare seguaci di Gesù. L’avesse mai pensato! Gli cala addosso una serie di improperi che lo inchiodano.

Ma perché questa gente non è felice con me per la vista che ho ripreso? Perché continua a indagare su chi mi ha guarito?  

E in lui nasce, a poco a poco, non più solo l‘interesse per la nuova vita che lo riempie di gioia, ma il desiderio di conoscere e incontrare colui che lo ha guarito.

Ne aveva goduto la bravura, perché gli aveva ridato la vista, ma Lui chi è? se questi si scaldano tanto, e sempre mi costringono a prendere posizione su di lui?

I nemici di Gesù lo portano contro volontà sempre di più verso di Lui.

Lo tormentano per distaccarlo dal Nazzareno, e in lui invece nasce la sete di Lui!   

Non ci aveva mai pensato: lui “tirava a campare”, la vita era dura, non sapeva di Gesù, né gli interessava.

I farisei scornati devono ammettere il fatto: il cieco era vero, oggi è vero che ci vede e tutti testimoniano che è stato Gesù … ma … i conti non tornano: questo Gesù è un inadempiente e Dio non può stare dalla sua parte; non riescono a pensare il nuovo che irrompe, non pongono mente a quanto veramente Dio sta chiedendo a loro.

Loro sanno fare solo sentenze, mettono alla sbarra anche Dio, come facciamo sempre anche noi … prima di guardarci dentro e di vedere come siamo matti … o malalti, incolliamo le nostre malattie sugli altri. 

E finalmente arriva il magico incontro con Gesù, ancora più bello di quello del fango spalmato sugli occhi e del dono della vista: ora è Gesù che si presenta, sono Io che ti ho ridato la vista.

Signore, io credo è la risposta precisa, perentoria, senza dubbi di colui che era stato cieco ed ora è guarito.

E’ più coraggioso dei suoi genitori.

Lui crede, si affida, non teme di essere buttato fuori dalla sinagoga: ha ricevuto la vista, ma ora gli interessa vedere la verità, contemplarla, per dare al suo nuovo mondo il vero senso.

E’ la fede in Gesù la sua nuova vista.

22 Marzo 2020
+Domenico
  

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+Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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