Quel 2 Aprile 2005

Quella sera mi trovavo in piazza san Pietro con un gruppo di giovani lavoratori dell’Azione Cattolica: ci si era dati l’appuntamento in piazza san Pietro dove era stata organizzata una veglia di preghiera, che conduceva, se non mi ricordo male, il cardinale Angelo Comastri.

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Lo sguardo era fisso sulla famosa finestra dell’Angelus da cui avevamo visto papa Giovanni Paolo II affacciarsi le sue ultime volte affannato, desideroso di parlare, battere i pugni sul davanzale perché non riusciva più, addolorato per non poter esprimere più quello che erompeva dal suo cuore.

C’è stato a un certo punto qualche movimento lassù, qualche accendere e spegnere di luci e poi in piazza l’annuncio che non avremmo voluto mai sentire, ma che ci aspettavamo: un silenzio assoluto sulla piazza, un sedersi in terra a pregare, le lacrime ancora oggi si ripropongono.

Abbiamo pregato, ci siamo guardati, non ricordo se abbiamo battuto le mani, sta di fatto che in brevissimo tempo si è riempita la piazza di una fiumana di giovani romani e non: Venivano via dalle loro movide della notte del sabato.

Non solo non c’era più nessun posto per parcheggiare l’automobile anche alla romana, in seconda ,terza fila, sui marciapiedi, nelle aiuole, tanto che abbiamo dovuto aspettare non poco che qualcuno venisse a togliere le macchine per poter riprendere le nostre.

2 aprile 2005, "il Papa è morto": i fedeli accorrono per l'ultimo ...

Siamo stati un bel po a pregare: ci sembrava l’unico modo di vivere quel dolore aspettato, quel sentirci orfani … ci venivano in mente le parole impegnative che ci aveva detto alla fine della GMG del 2000: mettete fuoco sulla terra.

La gente ci rimase ancora molto, noi ci allontanammo: era il sabato che ci apriva alla domenica della festa della Divina Misericordia, la prima domenica dopo Pasqua.

Nei giorni successivi ci furono quei due milioni di gente che voleva “salutare il Papa”: tanta gente, lo può raccontare ancora oggi, ha fatto 10/12 ore di fila e non ci è nemmeno arrivato davanti alla salma … la protezione civile aveva già previsto nei giorni precedenti una fiumana di gente, che a me sembrava una esagerazione, e invece fu vera.

Nella GMG del 2000 avevamo quasi fatto le prove con il pellegrinaggio dei giovani a san Pietro durato tre giorni di fila ininterrotta: io ero appena stato nominato Vescovo e ho partecipato poi ai funerali, senza nessuna insegna episcopale, perché evidentemente non avevo fatto “le prove” prima di diventare Vescovo.

Ricordo che la sera prima dei funerali di essere stato in Sicilia, vicino a Catania ad Acireale, per una veglia dei giovani in ricordo del papa, in aereo: nel viaggio di andata ci hanno avvisato che per il giorno dopo venivano chiusi i cieli di Roma.

Prima della veglia subito un biglietto del treno di notte e immediatamente dopo alla stazione di Catania per un treno per Roma: dalla stazione Termini al Vaticano a piedi, e sono arrivato, convincendo tutte le guardie ad ogni passaggio, a celebrare l’eucaristia con gli altri vescovi.

2 Aprile 2020
+Domenico

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+Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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