Tra un gesto d’amore e un calcolo di tradimento

Una riflessione sul Vangelo secondo Giovanni (Gv 12, 1-11)

E’ bello ascoltare storie, evocare sentimenti, osservare descrizioni di personaggi, vedersi rispecchiare in figure che ci aiutano a leggere più in profondità le nostre stesse emozioni e a dare voce ai nostri sentimenti.

La settimana più decisiva della vita di Gesù ce ne presenta tanti: sei giorni prima della grande festa, sei giorni prima della Pasqua, proprio come oggi, ancora tutto è normale, non è ancora esplosa la cattiveria umana che porterà Gesù in croce, c’è una scena intima di amicizia, dove si mescolano tenerezza e triste presagio.

Gesù sente di essere braccato, quell’ingresso trionfale a Gerusalemme ha messo in allarme il sinedrio: non staranno con le mani in mano a farsi cogliere di sorpresa.

“O adesso o mai più”, pensano i sommi sacerdoti: quel che Gesù ha fatto è troppo.

E Gesù si concede un momento di intimità con gli amici: Va a Betania nella casa dell’amico Lazzaro; la casa è piena di tanti amici, ma la scena che ha al centro Gesù è animata da due presenze in particolare: Maria, la sorella di Lazzaro e Giuda.  

Da una parte la tenerezza, un cuore ansioso, pieno di presagi, una sensazione di qualcosa di irreparabile che sta capitando, dall’altra un freddo calcolatore pieno di sicurezza e di disprezzo, frustrato e tentato di tradimento.

Maria rompe un vaso di nardo preziosissimo e riempie la sala di profumo: sono i piedi di Gesù che meritano tanto, ma è tutta la casa che ne viene saturata, la vita di quel gruppo di disperati che viene inondata da un profumo che nei loro ricordi resterà indimenticabile.

E’ un gesto d’amore, ed è l’ultimo vero gesto d’amore che viene rivolto dall’umanità a Gesù, ed è una donna che lo compie.  

La vita di Gesù stava arrivando al termine cruento e violento: alla sua nascita aveva avuto la cura delicata di sua madre, in quella estrema povertà, ma sicuramente in un abbraccio d’amore, il più bello che possa immaginare l’umanità, l’abbraccio di Maria.

La sua vita poi era proseguita, aveva provato tutti i sentimenti umani: l’affetto di coloro che si era scelto, il desiderio di ascoltarlo di molti poveri, la sincera gratitudine dei miracolati, l’odio strisciante dei suoi oppositori.

Proverà tra poco il massimo di cattiveria che il cuore umano può esprimere, quando viene strattonato da una stanza all’altra del palazzo del potere, nella passione, sul Calvario, lungo le vie della città, con qualche gesto di umana pietà.

Ma ce ne sarà tra poco un altro, il bacio di Giuda: quello non sarà amore, ma tradimento.  

Quel bacio viene preparato da un conteggio che passa per la mente di Giuda: un profumo sprecato questo unguento, con tutti i poveri che ci sono e che potrebbero avvantaggiarsi del suo valore.

Vale ben trecento denari: il prossimo conteggio lo farà ancora il Sinedrio, quando gli conterà trenta miseri denari come prezzo del tradimento. 

La nostra vita si snoda tra un atto di amore e un tradimento: siamo Maria che si vota a Cristo e nello stesso tempo siamo Giuda che calcola; per Maria e per noi spesso Gesù è tutto, ma purtroppo abbiamo la tragica possibilità di essere anche Giuda, di non capire Gesù, di vendicarci su di Lui con la nostra cattiveria.

E’ la Settimana Santa, dobbiamo prendere posizione: o contro Gesù o con Lui!

C’è un uomo di Cirene che viene coinvolto all’inizio … senza spontaneità, ma poi un po’ alla volta con amore, ci sono i ladri, crocifissi con Lui: uno ci sta, l’altro si ribella; c’è il centurione che alla fine crolla nella sua indifferenza e fa il primo atto di fede; c’è Giovanni ai piedi della croce, c’è Maria, ci sono gli apostoli in fuga.

Ecco … noi dobbiamo prendere questa settimana la nostra posizione.

Gesù ci aspetta: decidiamo di fare Pasqua nella coscienza, ad assumere la nostra responsabilità di fronte a Lui. 

Siamo evidentemente costernati e preoccupati per questo continuo contagio di un male fisico, ma anche spirituale di scoraggiamento, di egoismo, di impotenza: a Dio ci rivolgiamo con maggior fiducia rivivendo il suo dolore. 

Iniziamo un’altra “settimana di passione” anche noi con l’epidemia che ci stravolge la vita: Signore, siamo nelle tue mani, riempile di misericordia per tutta l’umanità che soffre e spera. 

6 Aprile 2020
Lunedì Santo
+Domenico

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+Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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