La nostra ricerca di Dio trova una via sicura, che è Gesù

Una riflessione sul Vangelo secondo Giovanni (Gv 14, 1-12)

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L’epidemia che abbiamo ancora alle costole ci ha dato uno scossone non piccolo sulla complessità del nostro vivere, del nostro metterci in relazione: ci ha fatto fare tante domande sul senso del nostro esistere, sulla verità da cercare.  

Noi produciamo tutto, possiamo trasformare tutto, cambiamo tradizioni, inventiamo nuovi modelli di vita, ci appassioniamo a tutte le novità, ma spesso abbiamo paura, temiamo di perdere il senso delle cose, non sappiamo se avremo futuro, se le cose che facciamo sono per il bene dell’umanità, sono per la vera felicità, anzi … ci siamo accorti che tante cose non sono proprio per la vera felicità. 

Abbiamo bisogno di discernere, di valutare, di soppesare, di vagliare tra generosità e verità, tra bontà e fedeltà, tra bene personale e bene comune.  

Gesù è la verità che ci aiuta a fare chiarezza, a discernere e a scegliere.  

L’amarezza, la delusione, l’afflizione, il pianto, l’offesa bruciante, le ferite che sanguinano sono costanti della nostra vita; abbiamo spesso preso scorciatoie maledette: molti che ci dicono di volerci bene, ci rimproverano, ci fanno sentire in colpa; sbagliamo strada, ma abbiamo bisogno di chi con amore ci riprende, ci aiuta a uscire dalle nostre piccole o grandi prigioni, ci aiuta a fare chiarezza e quindi anche capacità di comprendere. 

Gesù è la via, è dolcezza che rasserena, è pazienza che sorregge, è amore che comprende, è guida che dà sicurezza. 

Ci eravamo abituati alla routine dei nostri giorni quotidiani come al colore delle pareti, senza slancio, senza entusiasmo, senza lode e senza infamia: alla grinta avevamo sostituito la smorfia, all’ardore l’adattamento, al progetto un insieme di rattoppi; ci lasciamo andare perché ci sembra di aver perso la speranza. 

Gesù  è vita, è fervore che ridà anima alle nostre esistenze, alle nostre coscienze, alla fragilità che sperimentiamo e alla solidarietà che ci fa ben sperare.

Insomma, abbiamo bisogno di un colpo di reni per scrollarci di dosso il vecchiume dell’abitudine: questa via, verità e vita hanno bisogno di essere dette fino in fondo, approdano da Gesù allo stesso Dio Padre.

Conoscere Gesù esige di vederne in filigrana lo stesso Dio Padre: ecco allora il salto di qualità che è proposto ad ogni credente a partire dagli apostoli. 

Un giorno si avvicinano al gruppo dei discepoli che stanno accanto a Gesù, alcuni stranieri; sicuramente sono stati colpiti da quanto si dice in giro di Gesù: un tam tam popolare lo aveva reso celebre, tutti ne riconoscevano la grande personalità, si sentivano consolati e affrancati dalla sua parola.

Ecco allora naturale la richiesta di un gruppo di greci: “Vogliamo vedere Gesù; vogliamo parlargli, incontrarlo, conoscerlo; vogliamo anche noi poter stare con Lui.

La persona di Gesù la volevano vedere in tanti e Filippo era specializzato nel presentare Gesù; ora però nasce a Filippo una curiosità ancora più profonda: «Signore, mostraci il Padre e ci basta», e Gesù quasi lo rimprovera: “Ma come? è una vita che sto con te e ancora non mi hai conosciuto?”  

Bellissimo questo scambio di persone: Filippo chiede di vedere il Padre e Gesù presenta se stesso; anche Filippo deve fare un salto nella visione di fede, nel capire fino in fondo che Gesù non è solo un uomo con grandi capacità oratorie o di fare miracoli, grande bontà, chiara sapienza, ma è il figlio di Dio, è Dio stesso.  

10 Maggio 2020
+Domenico

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+Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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