L’arca dell’alleanza

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 1, 39-56)

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Ciascuno di noi ha degli oggetti cui è molto attaccato: gli ricordano momenti importanti della vita, incontri, promesse, esperienze determinanti … e quando si sposta se li porta con sé o se li mette addosso se sono di moda.

Sono anelli, nastrini, fotografie da mettere nel portafoglio, collane, brillantini, chiodi infissi nelle orecchie come piercing … i bambini hanno i loro giocattoli che si portano dietro fino a età non troppo infantile: un set di barbie da risistemare tutte le mattine sul letto, qualche orsacchiotto di pelouche … insomma, con questi elementi si sente più tranquillo, si ritrova con la sua vita.

Ebbene anche gli ebrei si portavano dietro dovunque andavano un’arca, detta “arca dell’alleanza”, in cui erano collocati oggetti che definivano la loro storia con Dio: la manna del deserto, le tavole della Legge,  qualche pietra significativa della loro storia, il bastone di Mosè …

L’arca era il segno della presenza concreta di Dio nella loro vita: Dio si era fatto incontrare in momenti precisi della loro storia e aveva lasciato dei segni, che dovevano parlare a tutti quelli che avrebbero fatto parte del popolo di Israele.

Oggi che è la festa dell’Assunta, quel cammino deciso di Maria attraverso la montagna ci richiama proprio l’arca dell’alleanza: Maria è simbolo dell’Arca proprio perché portava dentro di sé la presenza di Dio, tanto da esserne madre; era già stato concepito Gesù e lo portava con se: nella sua carne era carica di un dono concreto di Dio, sperimentabile, vivo: Gesù Cristo, il patto tra Dio e l’uomo fatto persona, la nuova alleanza fatta non più con sacrifici di animali, ma con il dono della vita stessa di Dio … e il punto di arrivo dell’arca degli ebrei era  Gerusalemme e sarà quella la meta in cui arriverà Gesù alla fine della vita assieme a sua madre Maria: a Gerusalemme, l’immagine del regno di Dio, del luogo dell’incontro con Dio … e Maria assunta fa l’ingresso nel cielo, come l’arca faceva l’ingresso in Gerusalemme.

A questo noi crediamo quando facciamo la festa dell’Assunta: la nostra fede ci dice che  il corpo di Maria non ha conosciuto la corruzione, ma è entrato dietro a suo Figlio nella gloria definitiva, che con la risurrezione di Gesù è garantita ad ogni persona che si affida a Dio.

Allora due verità vengono sottolineate:

  • La grandezza di Maria che ci apre a Dio, a Gesù, ci offre colui che ci svela il senso della vita, il punto di arrivo delle nostre aspirazioni, il Signore Gesù;
  • Il suo punto di arrivo che è la Gerusalemme celeste: oggi la contempliamo in questa gloria finale della sua esistenza.

Maria ci ha aperto la strada per arrivare a Dio per l’eternità: La processione è iniziata e ha già la testa nel cielo, la seguirà anche tutto il corpo, che siamo noi che siamo incamminati nella sua direzione.

15 Agosto 2020
+Domenico

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+Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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