La giornata di Gesù

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 4, 38-44)

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Siamo spesso tentati di vivere le nostre giornate in maniera stanca, abitudinaria: tutti i giorni le stesse cose, gli stessi gesti, gli stessi incontri, gli stessi dolori se siamo ammalati, le stesse frasi ripetute fino alla noia …

Proviamo oggi a guardare alle giornate di Gesù per ridare luce anche alle nostre giornate: c’è nel Vangelo di Luca un bel sommario della giornata tipica di Gesù che ci è molto utile contemplare per far crescere la nostra fede e la nostra speranza.

Nel suo programma giornaliero è sempre in azione: inizia guarendo la suocera di Pietro, la libera dalla febbre e la abilita al servizio; al calar della sera, che è tempo sufficientemente prolungato, la sua azione arriva alla completezza, di notte si mette a contatto con la sorgente della sua vita, il Padre, al mattino dilaga altrove in una nuova giornata per continuare la sua missione.

Dentro questo orario della sua giornata ci sta il significato profondo della sua esistenza: la sera della croce non è il fallimento, ma la pienezza gloriosa della sua opera di salvezza fatta di azioni e di  miracoli; la notte della morte non è l’annullamento, ma comunione straripante con Dio Padre, sorgente della vita che scoppia vittoriosa nel giorno dopo.

Gli apostoli saranno un po’ alla volta aiutati a capire che cosa sta loro proponendo Gesù e li aiuterà a comprendere e a farsi apostoli; quindi cornice del racconto è “il buio della notte”, tra il termine di un giorno e l’inizio dell’altro, dal calar del sole al sorgere della luce.

Questo tempo non è disponibile per l’uomo: di notte cessa ogni attività umana, è simbolo della morte, che anche Gesù conoscerà, dal Venerdì di Pasqua all’oscurarsi del sole fino al suo sorgere il mattino dopo il sabato.

Sembra strano, ma la sua azione si svolge nel buio: di sera opera una molteplicità di prodigi in favore di tutti gli uomini che accorrono a lui e si prende cura di ciascuno.

Ci salva nella notte mediante la sua notte, ci visita nel nostro male mediante la sua morte in croce. La notte è il luogo della verità, della verità di Dio, che proprio dal nulla fa tutte le cose.

Noi uomini e donne di oggi, cristiani e uomini di buona volontà, tutti amati da Dio viviamo ormai in maniera definitiva nel giorno dopo il sabato, l’oggi della risurrezione e della vittoria di Gesù.

Era venuta la sua ora e la morte è stata sconfitta.

E’ bello allora tutte le sere al calar del sole che la nostra mente e la nostra preghiera che si prepara al riposo, ci aiutino a vedere nel sole che cala il nostro amato Gesù  che si china sulle nostre notti, ci fa compagnia, ci dà consolazione e coraggio, pazienza e serenità e con il suo perdono le prepara ad essere illuminate tutte con il suo giorno intramontabile e al mattino ci apre ogni giorno con la luce che illumina il giorno alla vita nuova, quale che sia stata la tenebra del nostro buio e del nostro male.

Rinati sempre nuovi, sempre disponibili a seminare speranza e bontà.

2 Settembre 2020
+Domenico

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+Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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