La santità della porta accanto

Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 5, 1-12)

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Da quando papa Francesco ci ha regalato quella bella enciclica sulla santità e ce l’ha spiegata come un dono che Dio ci fa, che mette a disposizione di tutti, questa santità la mette a disposizione anche di chi ti sta nella porta accanto … forse siamo riusciti a rendere più bello e desiderabile la parola “santo”, “santa”, attribuito a persone che sono sempre come noi.

Se ci capita di partecipare e vedere con i nostri occhi una bella Messa come quella della beatificazione di un ragazzo vivace di 15 anni, del tutto simile ai nostri adolescenti, pulito, entusiasta, seminatore di amici, modernissimo, capace di chattare, di creare followers, di comunicare le cose belle di Dio, di Gesù, della Eucaristia, con gli strumenti modernissimi della comunicazione come il beato Carlo Acutis … allora non solo ci piace la parola santità, ma ne sentiamo  anche la nostalgia e ci sembra più … non più impossibile incontrarla!

Purtroppo noi siamo sempre preoccupati, quando leggiamo il Vangelo, di vedere che cosa Gesù ci dice di fare, trasformando così il cristianesimo in una serie di norme morali da seguire, di precetti e di obblighi che ci stringono e ci tolgono la gioia della libertà, senza percepire e godere di quel rinnovamento profondo, quella pace, quella serenità che invece Dio provoca nella nostra coscienza quando apprezziamo le cose buone, quando siamo capaci di essere un po’ meno “orsi” con tutti, gioiosi, accoglienti, sereni, pazienti … quando siamo capaci di condividere vita, affetti, dolori immancabili, aiutando e sentendoci aiutati.

Il sorriso di Carlo è il sorriso di Gesù, il sorriso della santità.

Dio stesso, l’onnipotente, ha cura di noi e si dedica a noi: Dio ci consolerà, sarà lui che asciugherà ogni lacrima dei nostri dolori, giusti o ingiusti, meritati o no, che proviamo nella vita.

Dio, il Padre, ci darà la possibilità di sentirci radicati, di non essere mai spaesati, di avere una precisa identità: il beato Carlo Acutis questo ci ha aiutato a capire.

Dio ci chiamerà alla mensa e la comunione con lui ci riempirà di gioia: Dio non ci rinfaccerà niente, non serberà rancore verso nessuno; ci toglierà il rimorso per il bene che non siamo stati capaci di fare, per la cattiveria che purtroppo ci ha stregati durante tutta la nostra vita.

Dio stesso ci renderà capaci di scorgerlo nelle trame dell’esistenza, fino alla pienezza dell’incontro con Lui … e alla fine saremo chiamati figli di Dio, perché Dio stesso ci chiamerà a far parte di una famiglia indistruttibile, a prova di affetto, di amore, senza tema di essere abbandonati o scaricati dall’inconsistenza di un banale egoismo.

Questa è la buona novella del regno!

Questo è il Dio che Gesù ci ha abituato a sognare e che sicuramente si presenterà a noi: un Dio così lo pensiamo per i poveri di tutto il mondo, Lo preghiamo per chi soffre la guerra, per chi non ha casa e continua ad essere sballottato da una terra all’altra.

La santità del cristiano nasce qui: non sarà mai lo sforzo dell’uomo che cerca di spiritualizzare la sua vita. E’ mettersi nella logica di Dio. E’ anzitutto dono di Dio che ci ama e ci dona se stesso in Gesù.

Gesù, crocifisso e risorto, è le beatitudini: nel suo volto di dolore Lui è povero, afflitto, mite, affamato e assetato di giustizia, puro di cuore, pacificatore e perseguitato. E da risorto è suo il Regno, è consolato, eredita la terra, è saziato, trova misericordia, vede Dio, è in pienezza Figlio di Dio.

Le beatitudini manifestano chi è Dio, suo e nostro Padre, mostrano il volto che lo Spirito Santo cesella in noi facendoci un ritratto originale di Gesù; le beatitudini sono il ritratto di Gesù e il progetto di Dio su ogni credente. Non c’è altra possibilità per un ragazzo o una ragazza, per l’uomo e per la donna di realizzarsi pienamente e di vedere l’altro già chiamato da Dio ad essere così.

Se oggi andiamo anche ai cimiteri, cerchiamo di ricordare i sorrisi che le nostre mamme e i nostri papà ci hanno fatti: erano per noi, e lo sono ancora di più oggi i sorrisi di Dio.

1 Novembre 2020
+Domenico

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+Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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