Svegli e attenti alla vita

Una riflessione sul Vangelo secondo Marco (Mc 13,33-37)

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Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

C’è un’arte pervasiva nel mondo di oggi, di cui sono cultori soprattutto i mezzi di comunicazione sociale, che è quella del far addormentare le coscienze, imbonire le persone, orientare senza far pensare, influenzare, togliere – insomma – grinta alla vita.

La televisione tante volte ne è maestra … il resto lo fa la pubblicità, la carta stampata, i call center, le radio commerciali, i cellulari …

Il Vangelo invece ci dice che bisogna stare sempre svegli: la vita non è un sonnifero! La fede ancor meno: la vita cristiana è una continua accoglienza di uno che viene, in mezzo alla notte della vita o prima dell’alba di un futuro sicuro.

Dio verrà, il Signore ha promesso di non lasciarci soli!

Essere svegli significa saper attendere, guardare continuamente oltre, non accontentarsi degli equilibri raggiunti, non sedersi tranquilli pensando che la vita te la facciano gli altri, avere grinta in ogni difficoltà, essere consapevoli di un compito affidato, puntare sul futuro sempre.

Quanto invece è diversa la vita di chi è sfiduciato, di chi non spera più niente, di chi vive come un pacco sballottato da ogni parte, senza meta, navigando a vista!

Qualcuno “sembra vivo”, ma solo perché si fa di cocaina: ha l’impressione di essere potente, di dominare gli eventi, di tenere tutto sotto controllo, poi si affloscia miseramente e diventa un pericolo pubblico per la vita degli altri, per esempio quando guida una automobile in questo stato. Da schiavo vive soggiogato e non decide più di niente: non è più sveglio se non per continuare ad essere usato; non hai le manette ai polsi, ma hai la mente spenta e la vita privata di ogni ideale.

Essere svegli è accorgersi degli altri, è tendere l’orecchio per percepire il sussurro dell’umanità che ci circonda e che chiede aiuto, solidarietà, offerta di ideali; essere svegli è sapere che la vita non dipende da noi, che ne dobbiamo rispondere a chi ce l’ha donata, è sapere che la nostra esistenza è nelle mani di Dio e che è continuamente guardata con amore. Essere svegli allora è rispondere a questo amore, offrire la propria vita perché se ne realizzi quella parte che il Signore ha affidato a noi di comunicare.

Essere svegli è non temere la morte, perché abbiamo sempre il cuore aperto all’attesa e niente ci fa paura … e noi siamo consapevoli di vivere tutte queste qualità, soprattutto in questo momento del nostro anno liturgico che si chiama “Avvento”, e sappiamo che Dio non ci abbandona mai, neanche nella pandemia, nei giorni del nostro stare in casa per fermare questa sofferenza, che supplichiamo sempre il Signore di risparmiarci promettendo tutta la nostra conversione possibile.

29 Novembre 2020
+Domenico

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+Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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