Non usare Dio per coprire il male che fai agli altri

Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 5, 23-24) dal Vangelo del Giorno (Mt 5, 20-26) nel Venerdì della prima settimana di quaresima

Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

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Sta sviluppandosi una tendenza, abbastanza generalizzata, che è quella che ciascuno si costruisce il suo Dio: ciascuno se lo fa bello, buono, grande, giusto come piace a lui, se lo costruisce e distrugge come gli piace, lo fa esistere quando gli serve e come gli serve, lo dipinge cattivo o buono a seconda dei sentimenti che gli suggeriscono le ultime “fiction” della TV … lo immagina fatto a suo uso e consumo, insomma.

In questa arte dell’invenzione la cosa più interessante e pericolosa è che Dio è visto come uno da godere o incontrare in privato, da soli, in un rapporto creatore – creatura, senza interferenza alcuna: così c’è il devoto che va a pregare perché gli possa andar bene la prossima rapina, il mafioso che gli porta la decima delle estorsioni che è riuscito ad esigere, la donna di strada che lo ringrazia del guadagno della sua giornata, il donnaiolo per averla fatta franca, il ricco possidente di aver una fabbrica con cui guadagna sulla pelle dei dipendenti … tutti danni nei confronti del prossimo e quindi tutte mancanze di amore gravi.

Cose strane, del secolo scorso, eppure i nostri santuari, le nostre chiese sono piene anche di questi fedeli e noi pure nel nostro piccolo usiamo Dio a nostro uso e consumo.

C’è una frase nel Vangelo chiarissima, che ribalta tutto questo modo “comodo” che abbiamo inventato di tenerci buono Dio: “se presenti il tuo dono a Dio, e ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia la tua offerta lì accanto all’altare, va a riconciliarti prima con tuo fratello, poi vieni a presentare il tuo dono”.

Il rapporto con Dio non puoi averlo se sai che qualcuno è arrabbiato con te, se il tuo vicino non riesce a guardarti in faccia, se in casa semini continuamente odio, se delle persone ti hanno cancellato dalla loro vita per causa tua.

Le vittime dei tuoi furti o rapine o sfruttamento hanno qualcosa contro di te, e per causa tua per giunta: Forse fare quaresima è anche questo.

E’ chiarissimo: non c’è rapporto con Dio nella verità, se non è collocato nella bontà di un rapporto con gli altri … purtroppo molti si nascondono dietro una religiosità di facciata; sempre maschera rimane, mai vita vera!

La religione è forza e speranza di pace e concordia.

Possiamo avere speranza di una comunione autentica con tutti e con Dio?
Ma questa speranza chi me la dà?

26 Febbraio 2021
+Domenico

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+Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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