Le strade della felicità dei cristiani

Una riflessione sul Vangelo del giorno (Mt. 5, 1-12a)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».

Audio della riflessione

In Italia siamo cristiani battezzati sicuramente più del 90%: moltissimi di noi hanno avuto un contatto con la Chiesa, con la vita cristiana, con una parrocchia nella propria infanzia … poi le vie si sono divaricate, ciascuno ha rifatto la sua scelta, ha impostato la sua vita; qualche esperienza lo ha segnato, una corrente culturale lo ha preso, s’è messo contro la Chiesa o la ignora con tutta la libertà indiscutibile.

Ma se ci si domandasse: “a te che t’è rimasto di quello che ti hanno insegnato i preti, la tua catechista, i tuoi genitori…” che cosa potremmo rispondere? “Beh, che dovevo andare a Messa tutte le domeniche, che non dovevo bestemmiare e fare cose sconce, una serie di comportamenti che chiamavamo comandamenti, che bisognava confessarsi…”

Tutto qui? Una serie di cose da fare? Ci sarà stata una visione di vita che muoveva tutto, una concezione della convivenza sociale, un ideale, un sogno che motivava tutto quello che si faceva, non una serie soltanto di no da dire a quel che ti piaceva fare …

È quello che subito fa Gesù quando si presenta alla gente sulle rive del lago di Galilea: Non ricorda loro i dieci comandamenti, li dà per scontati, sono dei paletti dentro i quali è definito un grande spazio di vita di azione da colorare; non lancia fulmini e saette come aveva fatto Giovanni nel deserto, dice solo gli appuntamenti con la felicità che Dio offre a tutti gli uomini: beati i poveri in spirito, beati i miti, gli affamati e assetati di giustizia, i puri di cuore, chi offre tenerezza, chi si spende per la pace, chi sa pagare con la sua vita per la giustizia, chi riesce a scoppiare in pianto.

Le chiamiamo “beatitudini” nel nostro linguaggio: non sono soprattutto cose da fare, non sono lo scontro tra ricchi e poveri, tra oppressi e oppressori, ma sono soprattutto Lui, Gesù, sono uno stato, una pienezza di vita, la vera felicità.

Questa felicità ti indicavano quando frequentavi la Chiesa!

  1. Beati se siete poveri perché siete padroni del cielo e della terra;
  2. beati se siete afflitti, sì proprio quelli che non riescono mai a tirare il fiato perché subiscono una disgrazia dietro l’altra, perché non riuscirete più a contenere la gioia della consolazione;
  3. beati se siete miti, se siete di quelli che non sanno arrabbiarsi mai, che non si scagliano contro nessuno, che non fanno i “black block” perché se hanno qualcosa da rimproverare è solo a se stessi;
  4. beati se vi sentite sempre affamati, perché non trovate niente che vi sazi: per voi non c’è mai possibilità di star seduti perché nessuna situazione umana realizza pienamente giustizia;
  5. beati se siete misericordiosi, di quelli che hanno un cuore in cui tutti possono scavare amore, perdono, comprensione;
  6. beati i puri, quelli che ti guardano negli occhi, sanno stare mano nella mano, ti sanno … coccolare, non stanno a sfruttare l’occasione, a indovinare le debolezze per rubarti la vita, non sono partiti con un disegno in cui dovevano inscatolarti;
  7. beati quelli che portano pace, quelli che non temono di sfilare sotto nessuna bandiera purché finiscano le guerre, si spengano gli odi, si blocchino le ritorsioni, vadano in bancarotta i fabbricanti di armi, quelli che sanno far pace nel loro cuore e tendono al cuore di tutti… e sanno pagare e passare per imbecilli pur di spuntare anche solo un coltello;
  8. beati quelli che sono sempre presi di mira e privati della propria libertà, subiscono persecuzione, perché sono dei veri trasgressivi dell’ingiustizia; “beati tutti quelli che sanno prendere posizione per me: sarete insultati, messi fuori giro, davanti a voi spegneranno le dirette televisive, non sarete trend, dovrete sempre ricominciare da capo. Ma sappiate che io sarò sempre lì con voi. Io nella mia vita ho sempre fatto così e voglio essere la vostra felicità. Io, non le mie cose, o i miei pensieri, io, nel massimo dell’intimità della vita”.

“Ecco … queste otto strade di felicità non sono le mie idee, ma sono io stesso, la mia persona, la stessa Trinità che regola l’universo.”

Questa è la vita che Noi sogniamo, per questa vita noi facciamo festa sempre … ma facciamo festa anche per un’altra vita che ci è stata donata, la vita di Gesù nell’Eucaristia, il suo corpo e il suo sangue donato per noi, da contemplare, da amare, da mangiare per avere pienezza di vita.

7 Giugno 2021
+Domenico

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+Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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