Una riflessione sul Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,41-51)
C’è un elemento, un simbolo, molto comune nella vita di ogni uomo, capace di rievocare esperienze profonde di umanità, di identità, di comprensione di se stessi e della nostra storia: è un simbolo che travalica la nostra vita, ci lega alla storia degli uomini; simboli come questi ce ne sono tantissimi, non sono riducibili a parole, ma sono parole che squarciano significati, sono parole come casa, acqua, sale, fiore, mamma, babbo, pane … hanno molte capacità di evocazione dell’esistenza.
Prendiamo il simbolo “pane”: non è riducibile a nessuna forma di esso, a nessuna contraffazione moderna, a nessuna appropriazione di qualcuno o di qualche industria … ti ricorda la casa, la famiglia, la fame, la semplicità, la terra, la sporta cui ti attaccavi quando eri bambino, il fuoco, il panettiere, quell’odore fragrante di fumo … di forno, quelle ore dell’alba, la gente che l’addenta, il calore di un gesto di dono, la semplicità e la naturalezza di un nutrimento, il compagno quotidiano di ogni vita, l’elemento necessario di ogni tavola, che a scuola tiravi fuori dallo zaino, impazientemente, ogni mattina.
Può mancare tutto, ma non il pane … e Gesù sulla scia di una lunga tradizione di rapporto, di presenza di Dio tra gli uomini con il dono del pane, si presenta a noi perentoriamente e dice “Io sono il pane della vita. Io sono il pane vivo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno”.
La portata di queste affermazioni è enorme: quel simbolo di vita, quell’elemento che ci definisce, che ci affratella, che ci riconcilia con noi stessi, che abita la nostra semplice vita quotidiana, che ci premette di ritrovare le nostre radici, che ci lega alla natura e al creato, agli uomini nostri fratelli .. è Lui, è Gesù Cristo. Non può mancare nella nostra vita, non può mancare nella nostra casa: senza pane ci pare di non nutrirci, senza Gesù, manca il gusto, il senso; è il pane della vita, è la radice della vita; almeno lo si potesse mangiare! Almeno lo si potesse avere nella bisaccia della nostra esistenza!
Ma non è forse questo che ci ha promesso e dato proprio prima e nel morire?!
Oggi è la memoria di san Domenico di cui si diceva che “o parlava di Dio o parlava con Dio”. Fosse un programma anche per noi! Per la nostra comunicazione quotidiana, per la nostra mente anche distratta, e che cerca soltanto evasione!
8 Agosto 2021
+Domenico
