Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 23,44-46) dalla “Passione di nostro Signore Gesù Cristo” secondo Luca (Lc 22, 14 – 23, 56)
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.
Le nostre colline abbondano di ulivi … oggi tutte le chiese sono popolate dai rami della potatura; una significativa processione si snoda da una chiesa all’altra, da una piazza al luogo dell’Eucaristia.
Vogliamo rivivere anche noi quel momento di festa fugace, spontanea, improvvisa, foriera di gravi momenti di dolore. Inizia una settimana che chiamiamo “Santa”, attorno a cui si condensano tutte le accorate e compassionevoli capacità dell’uomo di rivivere la morte e la risurrezione di Gesù.
Quel venerdì, quel giorno di Parasceve, è per noi una data memorabile.
Gesù nel Getsemani è ogni uomo, mostra le paure di tutti, i pensieri faticosi del vivere semplicemente: la preghiera di Gesù è abbandono nelle mani del Padre, è il desiderio di sentirsi di qualcuno nel momento supremo, e quindi si abbandona nella fede.
Gesù è turbato: non tenta penosamente di nasconderlo a nessuno, ma il turbamento non spezza il rapporto di fiducia in suo Padre.
L’ideale greco era di mostrarsi altero, dignitoso …. l’ideale di Gesù è di mostrarsi fiducioso nel Padre.
La sua è accettazione dolorosa nella verità, è fedeltà a Dio!
Gesù mantiene uno sguardo serio e realistico sulla morte: per la sapienza “razionale” l’atteggiamento quasi stoico di un eroe di fronte alla morte è di gran lunga più nobile di quello di Gesù.
Il modo con cui Gesù è morto è uno scandalo: è indegno di un figlio di Dio, ma anche di un uomo responsabile di altri, costretto, quindi, a presentare una certa “saggezza”.
Gesù si unisce in un certo modo a tutte le nostre morti ingloriose, scioccanti, distruttrici di ogni umanità, e le svuota di potenza ogni momento!
Gli eroi muoiono come si vorrebbe morire … Gesù muore come si muore veramente: Il fatto straordinario è che Gesù, lui che è morto così miseramente, soffrendo senza ritegno, affrontando le paure e le ansie del morire con così poco coraggio stoico, è proprio il Figlio di Dio! La sua divinità dà una particolare luce al nostro morire … scoprire i tratti umani di Gesù non significa denigrarlo o conoscerlo male, ma illuminare la nostra vita di luce nuova, sapendo che è il Figlio di Dio.
Allora non ci è richiesto sforzo di autocontrollo, ma abbandono nelle mani del Padre: Non si tratta di predisporsi a una resa dei conti impossibile, ma di lasciarsi amare fino in fondo da Dio, acquisire massima fiducia nel Padre, che è il Dio che non ci abbandona mai.
10 Aprile 2022
+Domenico
