Una riflessione sul Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,19-27)
In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Li legava una dolce amicizia, non c’era stato nessun tradimento come avviene spesso nelle amicizie che abbiamo vissuto da adolescenti … vi ricordate quando sembravamo amici, fino in fondo, mentre invece eravamo come i cercatori d’oro che … condividono sofferenze, ansie, ricerche, fatiche, delusioni, ma quando uno dei due trova la pepita d’oro, grande bella… ha già pronta la mazza per sbarazzarsi dell’amico e tenere tutto per sé il tesoro.
Ricordo di aver letto sulla curva di una strada di montagna una scritta lunga a caratteri cubitali, in un maiuscolo ben tornito: “amici, amici, amici…” un corno! – riporto “corno” per non essere volgare – tanta era la delusione provata da chi aveva messo speranza contro la solitudine in una compagnia serena.
Era così anche l’amicizia durante la naia: “Saremo amici per sempre!” … sono bastate due settimane per vedere che era più l’intensità del bisogno che teneva assieme che l’amore.
Ma Gesù sa di poter contare su un amico alle porte di Gerusalemme, al confine con la confusione, la lotta politica e religiosa senza quartiere, le furbate degli scribi e dei farisei, le dispute senza cuore e le implorazioni insistenti delle masse sempre indecise nel trasformarsi in popolo: Lazzaro è lì, con la sua casa, le sue sorelle, la sua saggezza …ù
Stasera andiamo da Lazzaro!
Aveva i dodici, ma che teste! Doveva sempre ricominciare da capo! Erano i suoi futuri vescovi … e doveva sempre riportarli alla grandezza del loro compito; doveva sempre aiutarli a volare alto e facevano fatica, Pietro in testa.
Un giorno però gli arriva una notizia bruciante: “Lazzaro sta male!”, la solita pietà che dice sempre mezze verità perché non ha fiducia degli interlocutori.
Gesù, non è nato ieri: sa che Lazzaro è morto e ritorna di nuovo in Giudea, sfidando i soldati che gli stanno dando la caccia.
Con una ironia crudele, incapace di cogliere la struggente amicizia di Gesù, i discepoli dicono: “andiamo anche noi a morire con lui!”.
Quando si immerge anche fisicamente nelle incombenze di un funerale ormai già alle ultime battute, nel clima dell’ “ormai” di fronte all’ineluttabilità, cui ci si deve per forza abituare, incontra Marta e Maria, stavolta né indaffarate, né contemplative; vede la gente tra il dolore e l’attesa e piange.
Gli voleva proprio bene – dice la gente – sottolineando quello che veramente abitava nel cuore di Gesù.
Il resto l’abbiamo tutti nel ricordo e negli occhi: chiede a Marta di aver fede, che è Lui che dà la vita, e urla quel “Lazzaro vieni fuori”: un cadavere, dall’odore intollerabile, si affaccia all’ingresso della tomba e si scioglie in un canto di vita.
Avere un amico così è proprio la fine del mondo! E Gesù ti sa dire sempre, dovunque, anche nella morte più definitiva per te: “Vieni fuori, non ti lascio lì, la mia amicizia non terminerà mai! Ci puoi contare!”.
Per te comincia anche la trasgressione estrema: vince la morte … e questo è solo un pallido inizio della regina delle trasgressioni: la risurrezione!
29 Luglio 2022
+Domenico
