Noi cristiani non abbiamo l’esclusiva della bontà, della verità, dell’amore

Una riflessione sul Vangelo secondo Marco (Mc 9, 38-40)

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi».

Audio della riflessione

La tentazione di avere noi in tasca la chiave della verità sulla vita, sulla stessa fede, sulla bontà, è sempre una grande tentazione: vogliamo essere noi il criterio di verità, il criterio di ciò che è bene e di ciò che è male … e quando vediamo altri che con convinzione propongono le loro idee, li facciamo nostri nemici! Forse sarebbe proprio meglio guardare alla sostanza delle cose, valutare con serenità le nuove o diverse prospettive che si presentano … altrimenti le differenze diventano contrapposizioni, i pareri sinceri un attacco, le visioni di mondo diverse una lite: sotto ci sta sempre la falsa coscienza che noi siamo la verità e che gli altri si devono adeguare al nostro modo di pensare.

Anche gli apostoli stavano entrando in questo modo di pensare: a di fuori della loro cerchia stavano avvenendo cose straordinarie che solo Gesù sapeva compiere… “Maestro, noi glielo abbiamo vietato: Gli abbiamo intimato di non permettersi più di fare cose in tuo nome.”

Abbiamo noi il brevetto, il bene deve passare solo da qui! E Gesù, sempre comprensivo: “Hanno fatto del male? Sono stati ingiusti? Hanno perseguitato qualcuno, lo hanno fatto soffrire? No! Lo hanno liberato da un demonio, e allora? Perché vi deve dare fastidio se qualcuno compie del bene, anche se non ha il vostro marchio? Chi è l’autore di ogni bene, se non Dio? Chi non è contro di noi, contro la bontà, la liberazione dal male, contro il Regno di Dio, è per noi”.

Una lamentela simile l’avevano rivolta – nell’antico testamento – a Mose, la gente preoccupata che qualcuno avesse il dono della profezia al di fuori della “cerchia istituzionale” … e Mosè uscì con quella bellissima aspirazione: “fossero tutti profeti in Israele”.

Fossero tutti gli uomini, le donne, i giovani e gli adulti, gli stessi bambini portatori di bontà nel mondo! Lezione semplice, che potremmo applicare a tanti nostri arroccamenti e irrigidimenti.

Il nostro sogno è che la bontà scoppi nel mondo, non importa da quale persona nasca! E’ sempre Dio che semina bontà nei cuori: è Lui la sorgente della bontà. Nessuno ne ha l’esclusiva!

Fossimo capaci di mettere insieme tutte le forze che fanno del bene veramente, che non fingono o non strumentalizzano, ma danno il contributo della loro generosità al bene di tutti. Questo può essere un buon principio anche per il dialogo tra le varie religioni: massimo rispetto, identità precisa di ciascuno e grande collaborazione a costruire un mondo di pace e di giustizia.

Non è andato per questo San Giovanni Paolo II quando fece ad Assisi l’incontro tra le varie religioni sul tema della pace? Aveva un cuore evangelico, come Gesù: faceva di tutto perché chi aveva a cuore il bene dell’umanità potesse guardarsi in faccia, essere incoraggiato da tutti e decidere di porre al centro della propria religiosità la fratellanza universale, la pace nel mondo. 

Questa unità apre il cielo e ne fa partire una luce per tutti.

23 Febbraio 2022
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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