Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 9,14-15)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».
È bello essere invitati a nozze di un amico o di un’amica, con cui hai condiviso tanti momenti della vita, con cui spesso magari ti confidavi, che vedevi ogni giorno entusiasmarsi mentre ti raccontava i suoi sogni … è ancor più bello se le nozze non sono quel supplizio infinito di un pranzo da nababbi, o quel ricevimento formale che ti mette in imbarazzo con gente estranea o, ancor peggio, se partecipare alle nozze non consiste nella preoccupazione, che sovrasta ogni sentimento, di fare un regalo vistoso, calcolato, che ti lega nella catena perversa del “do ut des” (ti do perché tu mi dai), “ti faccio il regalo oggi perché tu e gli altri me lo facciate domani”, dove l’invito è soltanto calcolo e la spontaneità diventa obbligo … e per “cortesia” ti danno pure l’IBAN.
L’invito che fa Gesù è un invito a nozze per godere di Lui: “Quando ci sono Io non fate piagnistei, non lesinate in allegria, non state a controllarvi la dieta, soprattutto non siate tristi! Vi voglio entusiasti dell’essere miei amici, contenti di avermi conosciuto e seguito: fatelo sapere a tutti che con me state bene!”.
Nella vita c’è anche un tempo per il digiuno, per il controllo sulla gestione della propria interiorità e della propria “disponibilità” e allenamento alle difficoltà … ma non è questo il momento: “Se ci sono io voglio che scoppi la festa, la gioia! Sono venuto perché si possa godere di una vita piena: il mio regno è un regno di felicità, di gioia, di scatto verso la bontà!”.
Purtroppo spesso noi cristiani non facciamo capire a tutti che seguire Gesù è una felicità, che aver trovato lui, il suo Vangelo è una profonda pace che scende nella vita, che seguire i suoi passi anche faticosi è come quando fatichi a scalare una montagna, ma vieni appagato dalla gioia della conquista, della vetta, della visione di un nuovo panorama che ti si apre davanti.
Essere cristiani è essere felici! Non rimpiangiamo nessuna libertà persa, perché stare con Gesù è trovare quella vera di Liberta! La Quaresima non è luogo di tristezza, ma di una gioia serena, di una consolazione profonda, perché stiamo in compagnia di Gesù, ne ascoltiamo ogni giorno la parola, facciamo i passi della vita anche faticosa, ma li facciamo con Lui! Diamo a ogni giornata una nuova speranza di poter guardare a quel cielo abitato da Dio che rende la terra molto meno “spaesata”.
4 Marzo 2022
+Domenico
