Una riflessione sul Vangelo secondo Giovanni (Gv 4,46-50) dal Vangelo del giorno (Gv 4,43-54)
Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafarnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e lo pregò di scendere a guarire suo figlio poiché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Ma il funzionario del re insistette: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli risponde: «Va’, tuo figlio vive». Quell`uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù e si mise in cammino.
Si fa tanto parlare oggi, soprattutto nella nostra società, di libertà, di ingerenza del papa o della Chiesa nei fatti pubblici, quasi che oggi siano tutti “costretti” a credere in Dio, a comportarsi secondo il Vangelo, a sentirsi “obbligati” a professare la fede cristiana … esistono sicuramente retaggi storici che potrebbero far credere che ciò sia un vero problema, ma è sempre utile rifarci a ciò che insegnava Gesù …
… nel suo insegnamento c’è sempre stato un grande rispetto della libertà: un giorno lo incontra un funzionario del re, un uomo potente e influente, una “bella posta” se dovessimo ragionare in termini di “proselitismo”. Se questo personaggio avesse creduto, si sarebbe tirato dietro sicuramente l’indice di gradimento del mondo che conta, della stessa corte, degli uomini del potere …il funzionario ha il cuore in mano, ha un figlio che gli sta morendo! Sta alla corte del re, ma di fronte alla morte non c’è re che tenga, non ci sono raccomandazioni e favori capaci di cambiare la morte in vita: lui sa di Gesù e si affida a Lui!
Gesù lo prova: “Mi state addosso solo perché volete sempre aver conferme su di me? non mi credete? volete sempre segni ed evidenze, conferme e sicurezze….“
Il funzionario però parla col cuore: “Se questa è una diatriba culturale o religiosa non mi interessa proprio. Io sono a pezzi, mio figlio, la mia vita, la mia speranza, mi sta morendo, non mi interessa di che cosa pensano gli altri di me, se mi sono venduto o no. So che Tu sei capace di dare la vita perché sei dalla parte di Dio.”
Gesù vede l’insistenza, legge nel cuore e gli dice perentorio “tuo figlio vive! “
Al funzionario del re basta la parola, non vuole evidenze, vuole solo sapere che Gesù parla: sa che la sua parola è vita, l’ha sentita prima nel cuore e l’ha percepita come un balsamo, e crede! Crede prima di vedere: non crede obbligato dal miracolo, ma affidato alla parola di Gesù! Questa è libertà!Questo è dialogo serrato! Questa è richiesta con tutta l’anima, è rischio globale, è fidarsi con il cuore in gola.
Poteva benissimo dire “questo Gesù non mi ascolta, mi inganna, resto nella mia solitudine” … Invece si affida.
Anche per noi credere è affidarci a un cielo che è abitato da Dio, e che viene aperto a questa nostra terra sempre, anche quando è sospettosa di essere ingannata.
28 Marzo 2022
+Domenico
