Mi corri sempre incontro

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 15,20-21) dal Vangelo del giorno (Lc 15, 1-3.11-32)

«Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio”.»

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Siamo sempre tutti figli in cerca di un padre: l’esperienza di essere stati affidati all’amore di un papà e una mamma è tra le più belle della vita!

Il Vangelo non poteva non passare da questo rapporto così determinante e necessario per ogni persona: questi due figli che fanno fatica a stare con il loro padre, che crescono in fretta, che si distanziano – anche giustamente – dalla vita del padre, che vogliono conquistarsi lo spazio indispensabile della loro libertà, sono la nostra immagine?

Uno di loro se ne vuol proprio andare, non ce la fa più: si sente soffocato, scambia l’amore per una catena, crede di poter volare, ma non ha ancora le ali.

Parte, crede di andare a conquistare la luna, invece si schianta appena fuori dal nido nelle braccia del vizio: trova subito il suo spacciatore che lo tira nella rete! Per fortuna che gli resta la capacità di ragionare e, soprattutto, non gli si sono ancora cancellate nella mente le belle esperienze di amore che ha avuto con il papà: la bella sensazione di essere preso tra le sue braccia, il ricordo della sua tenerezza … fa un giro di 180 gradi e ritorna! Gli basta stare nei paraggi, sa di aver sbagliato, ma anche solo a 100 metri da casa potrebbe respirare il suo amore!

L’altro figlio invece “sta col padre”: non si muove, aspetta senza lode né infamia che il tempo passi … io sono un pò cattivo, ma immagino che pensi così: “Morirà ‘sto vecchio, mi lascerà quel che mi spetta. Io tento ogni tanto di strappargli qualcosa, ma non molla facilmente, ha in mano tutto lui!”. Sta col padre, ma lo ritiene un padrone; è docile, ma per convenienza; è in casa, ma senza cuore; vuole bene non al padre, ma alle sue proprietà … il padre gli dice “tu sei sempre con me” … ma lui non gode del padre, non sa che significa poterlo “godere” come padre, non scandaglia nel suo cuore, ma solo nel suo portafoglio …

.. e quando il primo figlio ritorna, forse per interesse, ma almeno ritorna e dichiara di aver bisogno del papà, questo che sta sempre a casa si allontana col cuore e non ha il coraggio di chiamarlo “fratello”, ma dice “questo tuo figlio”, come quando in casa si litiga tra papà e mamma per i figli e si dice “guarda tuo figlio che ha fatto” …

Qui il padre è un grande, è proprio l’immagine del Signore: passa la vita ad accogliere l’uno e a coinvolgere l’altro! Non vuole lasciarli nel loro egoismo, spende la sua vita per farli cantare nell’amore … e questa  è la più bella immagine di Dio che noi abbiamo e che sicuramente non ci abbandona mai!

27 Marzo 2022
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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