Contemplare un uomo che muore

Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 26,17-19) dal Vangelo del Mercoledì Santo (Mt 26, 14-25)

Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.

Audio della riflessione

Ci stiamo preparando a rappresentare la passione di Gesù: un uomo che muore parla a chiunque, a chi crede e a chi non crede … la vicenda di una morte è sempre una domanda al senso della nostra vita, al fine che pensiamo … per essa, alle motivazioni che ci fanno vivere con semplicità e, possibilmente anche con gioia. Diventiamo tutti più “persone”, quando contempliamo un uomo che muore.

L’attenzione si fa più carica di emozioni quando si avvicina il momento fatidico: Gesù sa che il cerchio della morte si sta stringendo attorno a lui, e desidera, con questo dramma nel cuore, sedersi a mensa con i suoi apostoli.

Ci sono state altre celebrazioni della Pasqua che Gesù ha vissuto a Gerusalemme, ma questa è foriera di gravi presagi: invita allora gli apostoli a non accontentarsi di fare un pasto frugale come sempre, ma di “scialare”, di dare importanza a un momento che dovrà stare nella loro mente e nella mente di chi li avrebbero ascoltati, per tutta l’eternità: è l’ultima cena, rappresentata da tantissimi pittori, se ricordate …. questo tavolo imbandito alla grande, questi volti di apostoli severi, attenti, presi da dialoghi e discussioni, piegati a due o tre … sono l’immagine dei nostri pasti che facciamo non per sopravvivere, ma per vivere assieme momenti decisionali.

È già nell’aria greve il tradimento di Giuda: lì non ci sta più bene, a cena con tutti, gli scotta la sedia su cui è appoggiato, con le gambe puntate a terra per partire. Non si sente più a suo agio: ha già venduto Gesù, ne ha già preso il premio.

Ci sono momenti in cui non riusciamo più a nascondere nemmeno a noi stessi il tradimento degli affetti, dei sentimenti, degli amici, della parola data, degli interessi … Giuda ha tradito con un bacio e si è definitivamente tagliato ogni via di uscita, proprio alla cena pasquale! La cena della liberazione è diventata per Giuda la cena del tradimento.

Si può sbagliare, ma con il corpo e il sangue di Cristo versato si apre uno spiraglio di comprensione, purché l’orgoglio ne permetta l’umiltà.

Gli altri apostoli sembrano non curarsene, ma sta bollendo in pentola per ciascuno il dilemma della sequela: ci starò con Gesù? Stare con Gesù o fotografarne da lontano il fallimento … e ciascuno di loro e di noi, ancora oggi, si sente chiamato in causa: Da che parte stiamo? Ci fidiamo di Dio Padre?

Decidiamoci, e faremo la nostra Pasqua personale nella nostra coscienza.

13 Aprile 2022 – Mercoledì Santo
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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