Una riflessione sul Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,3-5) dal Vangelo del Giovedì Santo (Gv 13,1-15)
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.
Ogni nostra giornata qualunque è fatta di gesti semplici, necessari, ripetuti, costanti, delicati … sono il bacio, la carezza, la stretta di mano, preparare la tavola, offrire il pane, una tazza di caffè, salutare, abbracciare, prendere per mano… insomma, la nostra vita è piena di gesti che costruiscono la struttura del nostro esistere.
Anche nell’ultima cena ci sono gesti delicati: i discepoli affittano un locale, preparano la cena, addobbano la sala.
Gesù ne compie uno piuttosto inconsueto, sorprendente: si cinge i fianchi di un asciugatoio e si mette a lavare i piedi agli apostoli! I commensali sono stupiti, Pietro si ribella, ma poi “accetta” e Gesù prende tra le mani quei piedi che hanno calcato tutte le strade della Palestina e che percorreranno tutto il mondo per annunciare il Vangelo.
Dice la Bibbia “beati i piedi di coloro che annunciano la salvezza… “
Il clima di grande tensione spirituale e affettiva dell’Ultima cena vede Gesù compiere un gesto simbolico che in ogni chiesa, oggi, viene ripetuto con semplicità, dal papa nella basilica di San Giovanni in Laterano, la sua vera cattedrale di vescovo di Roma, al parroco nella chiesa di paglia della savana africana.
Il luogo in cui si compie ha la stessa solennità, la stessa carica di grazia di Dio, lo stesso spessore evangelico: il contesto è il dono d’amore, fino al segno estremo, di Gesù nel pane e nel vino, nel suo corpo e nel suo sangue.
E alla fine l’insegnamento: “come ho fatto io, fate anche voi”.
Il cristiano è uno che lava i piedi agli altri, è un servitore, si mette a disposizione, offre la sua disponibilità per la vita, per la verità, per la salvezza: è una lezione dura, ma essenziale! Se la Chiesa esce da questo binario, non è più la Chiesa del Signore: rischia di diventare potere, di fare solo ritualismi, di spostarsi dalla parte del folklore …
Ogni Eucaristia è spezzare la vita in servizio ai fratelli: noi cristiani celebriamo spesso l’Eucaristia, la gente partecipa più volentieri a una Messa che a una veglia biblica … è forse abitudine, ma è sicuramente andare al cuore della vita cristiana, perché il centro è sempre e solo una vita donata e spezzata per gli altri! Non c’è nessuna messa che non ti tiri dentro questa prospettiva: se non lo fa è solo vecchio culto o rito morto.
Questo vuole dirci Giovanni col gesto del lavare i piedi: la Chiesa è la Chiesa del grembiule e del servizio, altrimenti non è la Chiesa di Gesù.
14 Aprile 2022 – Giovedì Santo
+Domenico
