Imbalsamare non è credere

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 23,55-57)

Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo secondo il comandamento.

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È giorno di sospensione, di attesa, di preparazione: c’è sempre nell’aria qualcosa di indefinito nelle vigilie di festa … fretta, apprensione, disordine, corse, code, intoppi, gente che si mette di traverso, che non capisce le urgenze, sforzo di far quadrare tutto … poi finalmente distensione e serenità, oppure rabbia sconsolata e dispetto; questo, forse, proviamo noi oggi …

… un gruppetto di donne di Gerusalemme, in quel sabato, invece, aveva già trascorso la grande vigilia, non a preparare cibi e pasti, ma ai piedi della croce, e oggi se ne stava muto a vivere una festa che non era più la sua: era la festa di Pasqua … ma che passaggio dalla morte alla vita c’era stato, se invece avevano dovuto stare a subire la crocifissione del loro Gesù? Era la grande Pasqua ebraica, ma per loro era una festa piena di dolore: avevano ancora negli occhi quel Gesù, l’avevano visto trascinare in una tomba, senza un gesto di affetto, in fretta, perché il contatto con il suo sangue avrebbe reso impuri, impediti di fare la grande festa ebraica.

Giuseppe di Arimatea e Nicodemo avevano avvolto il corpo così com’era in un lenzuolo e vi avevano versato addosso mirra e olii, ma le donne non ne erano rimaste “contente”: Ci avrebbero pensato loro il giorno dopo a fare le cose “per bene” … Bellissime preoccupazioni, bei sentimenti, ma nella loro delicatezza erano l’ultima pugnalata, pure affettuosa, a Gesù.

Dice Luca: “le donne osservarono il riposo secondo il comandamento” … la Legge si era ripresa la “rivincita”, e ancor prima la morte! Prima però avevano preparato aromi e oli profumati: erano quindi sicure che Gesù sarebbe rimasto nel sepolcro per sempre, non avevano scommesso sulla sua vita! Le donne, dopo la morte di Gesù, avevano talmente dimenticato di sognare che pensavano solo a imbalsamare: “Quanti chili ne prendiamo? Ti ricordi l’ultima volta, quando è morto Giosafat, che era pressappoco alto come Gesù? …. no, ma guarda che ne occorre di più; dobbiamo fare le cose per bene …”

Ma Lui, Gesù, all’appuntamento non ci sarà: dovevano sognare di più!

Dobbiamo sognare di più: la Risurrezione è il centro della nostra fede e su quel Risorto siamo chiamati tutti a scommettere la nostra vita.

Oggi, Sabato Santo, finite le inevitabili incombenze della vigilia, prendiamoci un momento di silenzio, e vediamo se lo sigilliamo sepolto o se lo aspettiamo risorto e vivo.

16 Aprile 2022 – Sabato Santo
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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