Una riflessione sul Vangelo secondo Giovanni (Gv 16,20) dal Vangelo del giorno (Gv 16, 16-20)
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».
Il vangelo ripete alcune volte un poco… un altro poco… un poco ancora: leggiamolo come l’immagine di una nostra attesa che Gesù ci garantisce che si avvererà.
Non occorre perdere troppe parole per dire che la nostra vita, la vita del mondo, la conflittualità delle nazioni, la guerra, la pandemia ci collocano in un mare di sofferenza: spesso il dolore è quello che ti infliggono gli altri che ti vogliono male o che infliggi tu per la tua cattiveria, provocata talvolta da torti subiti, da risultati impediti e non raggiunti, di frustrazioni per l’incapacità sperimentata.
Gioia e tristezza si mescolano spesso nella nostra esistenza: si gioisce della nascita, si piange per una morte, si è sofferenti per la malattia che non ti aspettavi, si è contenti per la salute ritrovata … se poi sei cristiano, per i suoi seguaci Gesù predice che la loro vita sarà segnata da contrarietà: c’è un mondo che troverà gusto a farli soffrire, si scatenerà contro di loro la cattiveria di tanti.
Popoli interi sono stati spazzati via dalla faccia della terra perché si voleva estirpare il cristianesimo per sempre: le rivoluzioni contro la fede, le campagne contro Dio, le guerre contro la Chiesa hanno bagnato tante terre di sangue e dolore.
Ancora oggi si avvera quel che dice il Vangelo: “voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà!:”: E’ la prova, il male che si è abbattuto sullo stesso Gesù … è una legge misteriosa che è inscritta nella vita di chi ama Dio.
Ma la vostra afflizione si cambierà in gioia, dice il Signore. Al dolore c’è sempre una fine. Si può assolutamente dire che da quando Gesù è morto ed è risorto, il dolore, il male, la morte hanno scritto nel loro DNA la parola fine.
La crudeltà, il livore, la cattiveria, l’intolleranza, la persecuzione, la malattia, la solitudine, tutti i dolori e le cattiverie che nascono nell’umanità sono state vinte dal Dio Crocifisso! Su quella croce sono stati inchiodati tutti i mali e ne è nata la vita senza fine! La tristezza del male si cambierà in gioia del bene!
Sono solo gli occhi della fede che permettono questa visione: occorre ragionare con altri criteri, mettere la nostra speranza in Lui, per non lasciarci vincere dalla tristezza o dalla cattiveria.
Noi sappiamo che Dio ci è sempre Padre!
Celebriamo oggi un santo, san Filippo Neri, che della gioia ha fatto la sua bandiera, il suo modo di vivere la vita, di superare le contrarietà, di educare ragazzi e tirar fuori dalla miseria poveri, di svelenire i potenti e convincerli di guardare al Signore in umiltà e servirlo nella concordia e nella pace dello Spirito: la sua parola era ricca di facezie e comunicava agli astanti l’allegria santa che traboccava dal suo cuore! I suoi detti ai giovani sono passati alla posterità come proverbi di grande sapienza! Nella celebrazione della santa Messa era spesso rapito in dolci estasi, sollevato in aria e circonfuso da ogni parte di luce celestiale: un angelo in carne! Al confessionale passava le intere giornate ed era tanta la sua abilità che non andava a lui peccatore, pur ostinato che fosse, che non andava via da lui senza rimettersi sulla retta via; taluni appunto lo evitavano per non avere a convertirsi!
26 Maggio 2022
+Domenico
