Una riflessione sul Vangelo secondo Giovanni (Gv 16, 29-33)
In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio». Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».
Mai come in questi tempi si è parlato di visioni apocalittiche della storia, complice la guerra l’imbarbarimento dei rapporti internazionali, la stessa pandemia. Papa Francesco però ci ha aiutato a non cadere nel conformismo o nella disperazione. Gesù è stato messo a confronto con il grande male, ma lo ha vinto e ora attraverso lo Spirito Santo ci dona forza di essere sentinelle del mattino e non becchini di un cimitero.
“Non vogliamo essere una speranza abortita! La vita può sopravvivere solo grazie alla generosità di un’altra vita”. “Nel chiedere ed esigere da ciascuno di noi l’adempimento dei doveri del proprio stato, il cielo mette in moto qui una vera e propria mobilitazione generale contro questa indifferenza che ci raggela il cuore e aggrava la nostra miopia”. Dice ancora papa Francesco:“Sotto la protezione di Maria, siamo nel mondo sentinelle del mattino che sanno contemplare il vero volto di Gesù Salvatore, quello che brilla a Pasqua; sanno riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è missionaria, accogliente, libera, fedele, povera di mezzi e ricca di amore”. Gesù ripete qui per tutti gli apostoli e per tutti noi la lezione che aveva dato a Pietro dopo la trasfigurazione. E’ facile avere fede nel Cristo splendente e glorioso del Tabor, ma è difficile accettare senza scandalizzarsi il Cristo del deserto del Getsemani, dell’interrogatorio di Pilato, della cruda flagellazione, del Calvario, del silenzio pur breve, ma sempre provocatorio per la loro fede, del Sepolcro.
Una serena certezza che Gesù ha vinto il mondo si costruirà lentamente in loro e ci aiuta a conservare una grande fiducia anche in mezzo a tutte le nostre tribolazioni perché Gesù non lo abbiamo ad abbandonare e non ci disperdiamo nel momento della prova. Ora conosciamo e crediamo dopo la sua passione e risurrezione che Gesù è uscito da Dio e dopo la sofferenza immancabile, prevista, affrontata con la forza dello Spirito Santo possiamo avere pace in Lui e partecipare alla Sua vittoria sul mondo. Alla fine di un mese di maggio in cui abbiamo pregato Maria per la pace sappiamo che: “Se vogliamo essere cristiani dobbiamo essere mariani”. “Ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto”. Questo è l’invito del papa: portatori della forza rivoluzionaria della tenerezza dell’amore e dell’affetto. Le indicazioni di papa Francesco ci permettono di interpretare per l’oggi come Gesù vince il mondo: con Maria e con la tenerezza e l’affetto.
30 Maggio 2022
+Domenico
