Sempre gli uni per gli altri o saremo sempre perdenti

Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 14, 13-21)

Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”. Ma Gesù disse loro: “Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare”. Gli risposero: “Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!”. Ed egli disse: “Portatemeli qui”. E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Audio della riflessione

Sempre più angoscianti sono le domande che ci facciamo quando la natura sconvolta miete vittime innocenti, prudenti, attrezzate contro i pericoli normali che prevedono un percorso. Il fatto nuovo che forse la storia qualche altra volta ha segnalato oggi ci è parso impossibile da prevedere. La nostra terra, la pianura, i laghi vengono tutti da ghiacciai ritirati, da movimenti tellurici naturali. Eppure non abbiamo messo a sufficienza l’attenzione nostra ai cambiamenti, alla storia della nostra terra. Capovolgimenti enormi oggi sono previsti, ma preferiamo guardare l’arco delle nostre pur brevi giornate e non il futuro. Rendiamoci conto che siamo fragili e che occorre sempre tenere alta la guardia della nostra vita. La ricerca della verità deve sempre appassionarci e la verità è più grande di noi, va cercata anche là dove ci sembra di essere sicuri.

I tempi di Gesù non avevano questi nostri gravi problemi, ma ne avevano altri pure importanti, di tensione a una vita vera, a una umanità nuova, a una storia di libertà, di riscatto, di sopravvivenza, come l’hanno avuto i nostri genitori o nonni con le guerre, le pestilenze

Gesù così ha sentito la sete della gente che lo seguiva: sentì compassione per loro. E loro lo seguivano anche perdendo il senso del tempo, dimenticandosi quasi di mangiare. Tanta era la speranza di chi lo ascoltava, lo seguiva, beveva le sue parole. I discepoli si accorgono di questa pressione incontenibile attorno a Gesù e gli dicono: ti rendi conto che questi ci stanno addosso tutto il giorno? Dovranno ben pensare a se stessi. Hanno in testa che tu devi anche dar loro da mangiare.

E qui Gesù propone una scelta da fare che deve esserci sempre anche nelle nostre vite complicate di oggi. I discepoli dicono in pratica che ciascuno si deve arrangiare, Gesù dice invece dobbiamo condividere quello che siamo e quello che abbiamo.

Vi ho insegnato finora che ciascuno si arrangi o a condividere? Che cosa possiamo condividere se abbiamo solo cinque pani e due pesci? A Gesù basta questo poco, perché è tutto quello che c’è, non è un superfluo, è il necessario per la fame di un ragazzo e lo moltiplica. La gente si toglie la fame. Sono ancora i discepoli che distribuiscono e raccolgono i resti.

È l’anticipazione dell’ultima cena, è la prima assemblea “domenicale”, che va oltre la risonanza storica di un prodigio per una folla affamata, è il segno della presenza permanente di Cristo per dare all’umanità di ogni tempo il vero pane di vita. Questo pane divino che sazia l’uomo lo rende capace di amare di più i suoi fratelli. Arrangiarsi non è verbo da cristiano, condividere invece si’ e ci dà la forza di superare ogni nostra disgrazia, assieme gli uni per gli altri.

Gesù è la nostra guida, se ci sentiamo pecore senza pastore, alziamo lo sguardo a lui, tendiamo l’orecchio alle sue parole. Basteranno quelle a darci vita, a sfamarci. La vera fame per noi oggi non è proprio quella del cibo se passiamo un sacco di tempo preoccupati di non ingrassare. La vera fame è quella della verità e Gesù ce la offre nel suo vangelo, che ci porta sempre alla solidarietà e a sentirci tutti fratelli..

1 Agosto 2022
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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