Una attesa stanca e sopportata non attende nessuno: è assenza di ideali

Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 25, 1-13)

Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Video della riflessione

La tendenza culturale del nostro tempo, caratterizzato dal pervasivo modello televisivo, dalla facilità con cui riusciamo a fare e spedire fotografie, dalla molteplicità di immagini senza di cui quasi non possiamo vivere, è quella della facciata, del farsi vedere, dell’apparire: se vai in televisione allora esisti, altrimenti nessuno sa di te e se nessuno ti ha visto non ci sei!

Le immagini hanno raccorciato le distanze: permettono di vivere in diretta fatti lontani, prendere coscienza di quello che avviene in ogni parte del mondo, aiuta la fantasia a galoppare, rende tutti capaci di immaginazione oltre le strettezze del luogo in cui si vive.

Il pericolo però, non troppo calcolato, è quello di dare importanza all’apparire e non all’essere, all’esteriorità e non all’interiorità.

Il Vangelo parla di dieci ragazze, dedicate a fare corona a una festa di nozze: tutte belle, tutte preparate, tutte ben vestite, ma solo cinque di esse vivono l’attesa come una molla della loro vita … si preparano, sanno che lo sposo conta su di loro, le vuol coinvolgere nella sua festa, s’aspetta da loro non sorrisi di facciata, ma coinvolgimento nella sua festa e si preparano; sanno che devono fare una coreografia di luci e provano e riprovano le fiaccole; le altre cinque invece si accontentano di esserci, di apparire, di fare coreografia … non pensano a vivere l’attesa dello sposo con intensità, con partecipazione, con occhio vigile: “a noi basta che ci siamo”, nemmeno si preoccupano di essere quella fila di fiaccola che da sole possono sopperire alla loro insensibilità .. non si preparano, danno tutto per scontato, è un mestiere come un altro … e al momento giusto neppure si accendono le loro luci, vanno in panne, cercano i rimedi dell’ultima ora, la dabbenaggine di qualche amica che abbocca … ma lo sposo le lascia fuori!

E’ fin troppo facile cogliere l’insegnamento di Gesù … non capita così della nostra fede? E’ terribile pensare che sovente la facciata è salva, diciamo di essere credenti, cattolici pure, ma dentro l’amore è finito e con esso vivere o per puntiglio, per tradizione o per contrapposizione, ma manca dall’interno l’attesa vigilante e operosa dell’incontro con lo sposo, dell’incontro con Gesù.

La vita di fede è un invito a nozze, ma non ci interessa più niente dello sposo: siamo come una coppia che non trova più motivi per stupirsi l’uno dell’altra.

La religione è diventata una abitudine di facciata.

Le parole di Gesù a queste cinque vergini sono tremende: “non vi conosco”, “non mi interessa la facciata”.

Dio guarda il cuore e al posto del cuore c’è un sasso, l’immagine tragica della loro vita, del loro affetto per lo sposo: erano solo mestieranti e tali restano!

Occorre riattivare la vita, il sentimento, occorre tornare sempre a sperare, Dio la forza ce la dà sempre.

26 Agosto 2022
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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