Sapore e luce per la vita! Sant’Antonio ci aiuti ad esserlo

Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 5,13-16)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Audio della riflessione.

Dice Gesù: voi siete il sale della terra. Voi dovete dare gusto alla vita. Siete voi persone, voi uomini e donne, voi ragazzi e ragazze, voi giovani e adulti il sale della terra. È la persona, non gli animali che danno gusto alla vita. Oggi molte persone sono costrette, o per la cattiveria imperante o per la solitudine in cui sono lasciati, ad affidare il gusto della vita a qualche animale che ti fa compagnia. Dio ha creato anche gli animali e vanno rispettati, ma l’uomo, la donna, il ragazzo, la ragazza sono di gran lunga più importanti degli animali, più decisivi.  

È l’uomo che dà gusto alla vita; è un bambino che dà gioia e rallegra una casa, sono i fratellini che rendono bella la vita di famiglia, non i pulcini, i criceti, le tartarughe, i pesciolini dell’acquario… che pure possono essere un bel ornamento; ma è l’amore verso una persona che dà la felicità. Diceva san Giovanni Paolo II: “E’ importante rendersi conto che, tra le tante domande affioranti al vostro spirito, quelle decisive non riguardano il “che cosa”. La domanda di fondo è ” chi”: verso “chi” andare, “chi” seguire, “a chi” affidare la propria vita”. 

Gesù dice:” Siete voi il sale della terra, siete voi la luce del mondo”. Uno si guarda allo specchio, e fa subito una riflessione: “che luce e che sale posso essere io?”. Essere cristiani nel mondo oggi che cosa significa? Ce lo domandiamo spesso di fronte a tante possibili scelte, a tante proposte religiose, a tanti venditori di ricette per la vita felice. 

Significa essere sale: essere in grado di dare sapore alla vita; sì perché non puoi viverla senza emozioni, senza entusiasmi, senza rischi o senza sforzi, come un pacco postale che ha già scritta la destinazione: la vita ha bisogno di slancio, di mete da conquistare, di apertura al nuovo, all’altro che incontri; ha bisogno sempre di trovare sapore. 

Significa anche essere luce: essere in grado di offrire qualche indicazione, essere una freccia, un dito puntato verso una meta, una certezza là dove non si capisce più niente, dove non si sa che cosa fare, da che parte andare. 

Dio ha dato ad ogni uomo, ad ogni donna la possibilità di essere sale e luce, di dare sapore alla vita di tutti e di essere compagno di strada. 

Sale e luce hanno una pretesa: di non chiudersi su di sé. 

Il sale da solo non ha in sé stesso la ragione del suo essere, deve salare un cibo. Quando mangi hai un piatto di sale per prenderne ogni tanto una cucchiaiata? 

La luce non la metti sotto il letto, se vuoi illuminare la casa. 

Eppure, abbiamo ridotto il cristianesimo a bonsai, il vangelo a galateo, ci chiudiamo nel nostro piccolo mondo, ci nascondiamo dietro un dito, seppelliamo il raggio della nostra vita nella nostra comodità o solitudine. 

I tuoi compagni di lavoro conoscono i tuoi lati buoni e spero ti stiano intorno proprio perché hanno bisogno della tua luce. Sanno che hai un po’ di fede; non ti risparmiano critiche alla Chiesa, al papa, ma se hanno un dolore insopportabile o una gioia incontenibile lo vengono a raccontare a te. 

E tu che fai? Ti tieni il sale? Metti la luce sotto un coperchio? O ti metti a disposizione con semplicità perché per tutti quelli che incontri sorga un giorno migliore? 

C’è un fiume di vita che rischia di finire nelle paludi dell’egoismo, dell’indifferenza, del rifiuto, dello scarto. La vita è un bene concretissimo per ogni persona; il mondo però è segnato da tante guerre contro la vita, da tanti rifiuti, da tanti muri, da tanti ostacoli, da tante disperazioni inascoltate o addirittura sfruttate. Sono le paludi in cui va a morire il fiume della vita. (Voi ragazzi e ragazze, bambini e bambine siete sicuramente il nostro futuro e raccontateci sempre i vostri sogni per poter prosciugare le paludi e fare scorrere il fiume della vita come vuole il Signore.) 

Sant’Antonio ha dedicato tutta la sua vita, dopo che riuscì a capire che cosa Dio volesse da Lui, ad aiutare ogni uomo e donna a diventare cristiani e quindi ad essere fino in fondo uomini e donne, sale e luce per ogni persona. 

Non è sufficiente conoscere, ma occorre essere saggi; non basta essere furbi, ma avere consigli giusti al momento giusto; non è tutto il sentirsi innamorati, ma occorre sapere che cosa è l’amore vero; tutto non sta nell’avere euro, ma di più nell’essere pieni di bontà da regalare a tutti; è giusto essere indipendenti, ma non siamo mai autosufficienti; possiamo credere di conquistare il mondo e la vita, ma se non c’è un posto per Dio restiamo con le mani vuote.  

Sant’Antonio questo lo predicava giorno e notte e Gesù accompagnava la sua predicazione con approvazioni straordinarie come dicono tutti i miracoli che costellano la sua vita. La nostra devozione a Lui è per far trionfare sempre di più la presenza di Dio in noi e per essere per tutti un invito a dare il sapore di Cristo alla vita e illuminare ogni nostra tenebra con la sua luce 

Quel bambino che S. Antonio ha sempre in braccio ci toglie ogni alibi quando facciamo di sant’Antonio un idolo della nostra vita. Lui porta sempre a Gesù, perché porta sempre Gesù. La devozione a Lui ci ricorda sempre Gesù. 

13 Giugno
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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