Una riflessione sul Vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 18-21)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».
Ci troviamo spesso in difficoltà o in rassegnazione quando si parla di rapporto Chesa-mondo. Il mondo che nel linguaggio del vangelo di Giovanni, non è la creazione o l’universo, ma l’insieme delle opposizioni alla vita del credente in Gesù o soprattutto al vangelo. Infatti, praticamente la prima esperienza della Chiesa ancora in costruzione, in formazione, in fondazione, non ancora chiamata così, è stata la persecuzione. I cristiani furono perseguitati prima dai giudei, poi dai cosiddetti gentili, la gente che non aveva religioni ben definite, pagani, si potrebbe dire.
La persecuzione e l’odio verso i cristiani per il vangelo di Giovanni sono cosa normale, perché per Gesù, il cristiano non è del mondo, non gli appartiene. Il mondo ama solo i “suoi”. I cristiani invece sono di Cristo, sono al di sopra del mondo, danno testimonianza contro di lui e contro i suoi peccati; con il loro stile di vita condannano la condotta del mondo. La separazione così netta dal mondo non ha significato sociale, ma teologico. C’è però un altro pensiero da aggiungere. Il servo non è da più del padrone e non può certo avere una sorte migliore.
Per quel tempo tale contrasto esplicito era considerato come normale, una sorta di continuazione dell’atteggiamento dei giudei, una eredità venuta dal giudaismo. Del resto, se i cristiani imitavano Cristo che era non solo inviso ai giudei, ma anche combattuto fino alla sua crocifissione, questo odio era una intensificazione del male che esigeva un giudizio chiaro e consapevole. La continuazione della persecuzione su Gesù diveniva del tutto consequenziale nei cristiani, proprio perché era dovuta alla loro chiara fede in Gesù, attuazione della sua parola, vita secondo il suo stile. Però non tutti già allora rigettavano Cristo, perché molti pur non essendo cristiani vi si avvicinavano e si convertivano in piena, anche cruenta, opposizione del mondo giudaico. Lo stesso insegnamento del Battista aveva fatto breccia nel mondo religioso di allora e la si poteva conoscere, valorizzare, approfondire e accettare anche a partire dalla testimonianza di coloro che avevano seguito la predicazione di Gesù e si erano fatti cristiani e che a mano a mano costituivano o si aggiungevano alle prime comunità cristiane.
E la continuazione dell’azione di Gesù, nei primi cristiani sarà sostenuta, fatta crescere, nutrita e sostenuta dal Consolatore, dallo Spirito, dal Paraclito: tutti termini che colorano la testimonianza convinta e forte delle prime comunità cristiane. Non per niente papa Francesco ci chiama Fratelli tutti
4 Maggio 2024
+Domenico
