Avremo sicuramente un poco di fortuna? non sempre!

Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 25, 1-13)

Essere preparati a vivere bene tutti gli avvenimenti che la vita ti porta non è sempre facile: talora siamo in ansia, come quando si aspetta la nascita di un bambino, la data di un esame, il giorno del matrimonio, altre volte invece ci si adatta, ci si spegne e anche le cose più importanti ti passano senza che tu te ne accorga e perdi occasioni belle, determinanti e decisive.

Hai messo il silenziatore alla tua esistenza, ti sei collocato in uno “stand by” e aspetti che la vita si faccia da sola, le decisioni si realizzino automaticamente … e invece la vita passa e non te ne accorgi.

Erano così anche quelle ragazze che facevano gruppo dovevano fare festa allo sposo: dovevano aspettarlo per celebrare con lui le nozze, per dire con le loro grazie la bellezza della vita; cinque di loro erano sveglie, in attesa, preparate, sollecite; le altre invece tranquille, ancor peggio adattate e assopite, svogliate e pigre.

Sembrano il ritratto del nostro tirare a campare: “ma sì, vedrai che a tutto si trova un rimedio. Molti si affannano, ma vedrai che noi all’ultimo momento troveremo di intrufolarci in qualche parte, riusciremo come sempre a soffiare il posto a qualcun altro, a sfruttare l’occasione. Se siamo in ritardo poi passiamo sulla corsia di emergenza!”

Una vita che non prende mai decisioni, si adatta e naviga a vista, non progetta, né prevede, non costruisce, ma vive di rimedi, non collabora, ma sfrutta.

Il gioco può essere anche bello, ma lo sposo, il centro della festa, lo sposo che è il Signore Gesù, non lo si può aspettare addormentati sulle nostre comodità, invischiati nei nostri egoismi e pigrizie, calcolando inganni a danno dei buoni.

Il Signore passa e se non trova un cuore pulito che lo invita, che gli fa posto, non forza, non costringe, non toglie la libertà che stiamo usando male, la rispetta e passa oltre.

Altri sono in attesa di lui, hanno fame della sua parola, sanno che le sue nozze sono determinanti per la loro vita. Lo avranno, lo accoglieranno, faranno di lui il centro della loro festa: le altre cinque donne hanno fatto questo.

Infatti il Vangelo, in maniera quasi inaspettata per il nostro buonismo che non permette mai di dire si, si, no, no, ma che continua con falsa pietà a giustificare tutto, dice perentorio: e la porta fu chiusa. Fu chiusa la porta non della bontà e della misericordia di Dio, ma della coscienza, della libertà spesa bene, della vita generosa, della ricerca della vera felicità.

Fu chiusa la porta delle scelte, per entrare nella delusione dell’adattamento: è in gioco la nostra vera gioia, ma dobbiamo essere coscienti che Dio è sempre esigente, proprio perché non ci vuole abbandonare. 

Sant’Agostino, non ha mai smesso di cercare Dio, di innamorarsi di Gesù Cristo, di amare l’umanità e di metterle al servizio la sua grande intelligenza, la sua cura pastorale, il suo essere affascinato per chiunque lo ascoltava della persona di Gesù, come dev’essere ogni cristiano.

28 Agosto 2020
+Domenico

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+Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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