E’ sempre e solo Dio che ci fa buoni e santi

Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 21,31-32) dal Vangelo del giorno (Mt 21,28-32)

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Audio della riflessione

C’è una assuefazione alle cose belle della vita da cui dobbiamo sempre salvarci: ti verrebbe quasi da dire che occorre vivere di più nel desiderio piuttosto che nel pacifico possesso per poter dare alla vita maggiore verità e felicità.

Lo dicono molti: ho incontrato ragazzi senza niente, allo stato brado … li ho aiutati a capire qualcosa di bello, e si sono lanciati in un percorso di conquista che non ferma più nessuno.

Ho invece fatto le stesse proposte ai nostri, non li ho smossi di un centimetro. Anche questo è un altro tormentone quotidiano: chi non ha niente viene acceso da un ideale, chi ha tutto si siede e si spegne …. è così il giovane, è così l’adulto, è così l’anziano: non c’è età che tenga.

Forse allora è ancora lo stile di base dell’esistenza che conta: è importante vedere se la vita la pensi come un possesso o come una continua accoglienza di un dono.

L’esperienza più tragica è quella dell’amore: due si cercano, si chiamano, si desiderano, costruiscono ideali comuni, si orientano a una meta, fanno pure anni di convivenza per “far le prove”, si sposano e dopo pochissimo tempo si sentono seduti, ciascuno dei due, sui sentimenti e sulla vita dell’altro, si schiacciano a vicenda. Hanno smesso di cercarsi, di sentirsi bisognosi l’uno dall’altra, di conquistarsi … si sono dati subito per scontati.

La vita non è così: non è dubbio metodico, ansia continua, incertezza programmata, ma è offerta di sé incondizionata da colorare ogni giorno di dono e di attesa, di rischio e di sorpresa.

È così anche per la vita di fede: la fede non è mai un possesso, ma un dono da invocare e da accogliere; non è un piedistallo per giudicare gli altri, ma dono da accogliere e offrire umilmente; non è uno Stato sociale, ma una tensione ideale.

I pubblicani, cioè i delinquenti, i profittatori, la feccia dell’umanità, le prostitute, vi precedono nel regno dei cieli, dice Gesù ai benpensanti. Non è che lo dirà anche a noi nella notte di Natale in chiesa o davanti a qualche presepio?

Abbiamo la speranza di poterci convertire e tornare alla saggezza di una fede umile, di una accoglienza senza pretese e con il cuore largo.

San Giovanni della Croce, che oggi festeggiamo, consigliava di ricordare che tutte le cose che ci accadono, di bene o di male, vengono da Dio, affinché nel primo caso non ci insuperbiamo, nel bene, e nel secondo, nel male, non ci scoraggiamo.

14 Dicembre 2021
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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