Il Vangelo è tutta la buona notizia che il cristiano vive e propone

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 7,19-23) dal Vangelo del giorno (Lc 7,22-23)

Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Audio della riflessione

La vita non è un malato al cui capezzale si devono alternare tutti per consolarla o curarla: è un dono da vivere, è una gioia da condividere, è un compito da svolgere.

Sappiamo però che è anche piena di guai, che è popolata di bisogni, che si è incanalata in sensi unici senza scampo: pensiamo alle guerre, alle malattie, allo sviluppo sconsiderato e alle ferite irreparabili inferte alla natura. Certi veleni, certe radioattività negative si smaltiranno solo da qui a qualche secolo. Certe situazioni dell’ambiente sono irreversibili. Non è un malato, ma sicuramente ha bisogno di grandi restauri, di gente disinteressata che la ama, la cura, ne custodisce l’alito profondo … e gli uomini, noi, i viventi, ci diamo da fare per conservarla, questa natura, sempre più vivibile e pulita.

Ma voi cristiani che fate? È una domanda impegnativa.

Che ha fatto il cristianesimo a questo mondo? Che cosa gli ha regalato? La domanda l’hanno fatta anche a Gesù: “Che segni ci dai per dimostrare che tu sei il punto di arrivo delle nostre attese?”.

I discepoli di Giovanni erano stati contenti del cambiamento provocato dal Battista nella società del tempo: aveva riportato la gente a stili di sobrietà, a grinta di speranza contro l’appiattimento delle ingessature di una religione senza anima.

E tu, Gesù, che ci proponi? I tuoi cristiani che vita costruiscono? E Gesù dice: chi non ci vedeva più, torna a farsi illuminare dal sole, chi era costretto a camminare curvo, torna a incedere diritto della sua dignità, chi aveva la pelle putrefatta per la lebbra se la ritrova fresca come quella di un bambino, chi giaceva sotto un metro di terra, risorge.

È una nuova vita che esplode: i cristiani sono stati spesso questo nel mondo, hanno trasformato e stanno cambiando l’ingiustizia in giustizia, hanno dato a questo mondo, alla vita, l’impronta del creatore. E quando invece hanno seminato guerre, vuol dire che non erano cristiani: avevano dimenticato la loro natura, si erano imbarbariti e imbastarditi, come capita spesso di esserlo noi oggi. E di questo dobbiamo chiedere sempre perdono, affidarci alla misericordia di Dio e vivere e proporre sempre la pace.

Ma un’altra cosa importante dice Gesù nella sua risposta: “ai poveri è annunciata la buona notizia”. La buona notizia, il Vangelo è quello che caratterizza il cristianesimo: è sicuramente quello che fa, ma è soprattutto la speranza che dona.

15 Dicembre 2021
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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