Che sarà mai questo bambino?

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 1,63-66) dal Vangelo del giorno (Lc 1,57-66)

Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

Audio della riflessione

In questi giorni stiamo sicuramente ricomponendo il presepio nelle nostre case, nelle chiese, nei bellissimi angoli delle nostre antiche città e borgate. Ci mettiamo tutti i personaggi classici della storia, più o meno citati dal Vangelo: i pastori, Giuseppe e Maria, il bue e l’asino. Poi aggiungiamo molto del nostro: le nostre tradizioni, i nostri personaggi caratteristici, all’Epifania arriveranno i re magi e nella notte di Natale ci mettiamo il bambinello, che i nostri ragazzi in queste domeniche hanno portato in chiesa perché fosse benedetto.

Ci si applicano con pazienza i papà che pure tornano stanchi dal lavoro, le mamme, i giovani. I ragazzi lo cominciano, poi si stancano e qualcuno deve finirlo. Ci si applicano artisti e associazioni … insomma, il presepio è un luogo di convergenza di storia, fede, tradizioni, sentimenti di bontà, di ricerca di identità umana e religiosa.

Non fa parte del presepio perché abita lontano, ha già incontrato Gesù, ancora prima di nascere e lo introdurrà tra la gente che lo aspetta senza conoscerlo alle rive del Giordano, un altro grande personaggio legato alla nascita di Gesù: è Giovanni, il battezzatore … nel presepio non c’è, ma aleggia la sua presenza ovunque. È stato accolto da poco nella sua grande famiglia, elisabetta l’aveva aspettato con tanta apprensione, alla sua età, dopo che aveva già sepolto velleità e speranze, ma aveva avuto fiducia in Dio … e quel Dio che aveva sorpreso Zaccaria, piuttosto malfidente, ma non Elisabetta, che era sempre stata pronta ad accogliere, ora sorprende ancora di più! Si tratta di dare un nome a questo bambino inaspettato e regalato e si va nelle memorie della famiglia.

Ognuna aveva la sua genealogia ed era bello continuare a ricordare e far rivivere il passato, ma qui c’è una decisa rottura: Zaccaria lo vuol chiamare Giovanni.

Il mondo non va più avanti come prima. La venuta di Cristo è un salto di qualità. Come lo deve essere per noi il Natale. È una rottura col passato, si porta dentro novità di vita; non è una rottura perché saremo obbligati a qualche gesto religioso di convenienza per far contenti i nonni almeno una volta all’anno.

Natale è una rottura con la noia, è un’altra chiamata alla vera speranza: questa te la devi cercare a denti stretti, a cuore aperto, a gioia impossibile.

23 Dicembre 2021
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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