Cerca la sua tenda: è tra le nostre

Una riflessione sul Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-14) dalla Messa del giorno di Natale (Gv 1,1-18)

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

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Accampati, siamo in questa terra: crediamo di aver messo basi solide, di esserne i padroni, abbiamo qualche fazzoletto di terra e ci abbarbichiamo come l’edera, ma questo fazzoletto … ma è tutto provvisorio! A questa terra possiamo solo mettere tende, confortevoli, con i canaletti per lo scorrere dell’acqua come ci insegnano gli Scout, in posti il più possibile sicuri, ma chi è sicuro oggi dal terrorismo, dalla malvagità che aguzza ogni giorno fantasia e malizia?

Ebbene tra queste tende ce n’è una nuova anche quest’anno: è arrivato uno straniero, arriva proprio da un altro mondo! È una tenda come la nostra, ma diventa subito il centro di visite, di attacchi, di desideri e di improperi. La gente si divide subito in due, chi con lui, e chi contro: ha messo la sua tenda qui perché i suoi non l’hanno voluto.

È Gesù: il verbo si è fatto carne e abitò fra noi, quell’abitò è alla lettera “pose la sua tenda”. Viene ad abitare la nostra povertà, non gli fanno paura le nostre intenzioni malvagie, sa che lo porteranno alla morte, ma spera che sicuramente questa morte sarà la risposta definitiva a chi lo vuol cancellare, perché si trasformerà in risurrezione.

È la Parola, è la comunicazione di Dio: Non è vero che Dio non parla, che ci lascia soli ad arrabattarci alla bell’e meglio. Dio si prende cura e ci viene a visitare. Condivide con noi la vita dell’accampamento: Non è un villaggio turistico in cui possiamo stringere i denti per qualche mese e poi andare altrove dove c’è la vera vita.

No, la nostra vera vita prende forma in questa terra precisa, in questo insieme di tensioni e di problemi, di gioie e di dolori … e qui c’è Dio, c’è colui che tutti riteniamo responsabile dei nostri mali e viene a cercare di capire perché siamo così assetati di vita, e la vita è Lui, e ci adattiamo alle pozzanghere; la felicità è Lui e noi la cerchiamo nello stordimento, la salvezza è Lui e noi la andiamo a mendicare agli oroscopi.

Il Natale presto supera i momenti emotivi, per andare alla sostanza: belle le luci, buono il suono delle zampogne, ma la tenda Dio me la deve mettere nei miei giorni quotidiani, nelle relazioni che costruisco con parenti e amici, nello slancio della missione.

I giovani potranno finalmente vedere che le nostre parrocchie sono “abitabili”, proprio a partire dalla tenda di Gesù? Sarebbero un segno di speranza … e questa speranza deve cantare nel cuore di tutti.

25 Dicembre 2021
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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