Non servono antidepressivi, ma contemplazione

Una riflessione sul Vangelo secondo Marco (Mc 9, 2-10)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elìa con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. entre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti. E lo interrogavano: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». Egli rispose loro: «Sì, prima viene Elìa e ristabilisce ogni cosa; ma, come sta scritto del Figlio dell’uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. Io però vi dico che Elìa è già venuto e gli hanno fatto quello che hanno voluto, come sta scritto di lui».

Audio della riflessione

Ci sono delle giornate nella nostra vita in cui fai fatica a tirare a sera: sembra di non trovare la motivazione vera per affrontare tutte le piccole e grandi difficoltà … tutto ti appare piatto, tutto sempre uguale, senza slanci, senza possibilità di vedere un risultato … avevi sognato, ma i sogni si sono confusi e talora infranti …. la vita sembra tutto un grigiore … e siccome non siamo capaci di sopportare o ancora peggio di guardare oltre, di salire su un baobab per guardare la vita da un punto di vista superiore, usiamo  antidepressivi pensando che la questione sia di tipo chimico.

Per un cristiano l’albero alto da cui guardare la vita sempre è la fede, che non disprezza le medicine, ma se che certi mali sono dello Spirito e vanno affrontati con la preghiera.

Anche i discepoli di Gesù spesso erano smarriti: avevano seguito Gesù, li aveva entusiasmati, aveva fatto nascere in loro modi nuovi di affrontare la vita, anche se non aveva nascosto loro previsioni di prova e di dolore.

Avevano bisogno di uno squarcio di cielo nel grigiore della nuvolaglia dell’esistenza: un giorno ne ha presi tre, i tre che nel Getsemani non riusciranno nemmeno a star svegli quando Gesù stava soffrendo le pene dell’inferno, prima di essere tradito; ebbene questi tre li ha portati su un monte, dal quale si domina una bellissima pianura e lì ha mostrato il suo vero volto di figlio di Dio, di uomo perfetto, di culmine della creazione, di connaturalità con Dio. Ha anticipato per gli apostoli il paradiso: li ha resi felici, ha squarciato davanti a loro le nebbie del dubbio, della routine, della indifferenza e li ha portati per poco nel suo mondo di bellezza. E’ stato solo per poco … certo loro volevano che continuasse sempre, ma la pienezza di Dio è oltre la nostra vita.

“Facciamo qui tre tende, ci mettiamo qui con te! Chi ce la fa a tornare a casa con il solito marito, i soliti figli, il solito tran tran? Quanti piatti devo ancora lavare nella mia vita? Quanti treni accelerati o ad alta velocità, devo ancora prendere per poter essere felice? Quante liti devo ancora sopportare? Io starei bene qui, fuori dal mondo, a guardarti!”.

Proviamo invece a trapanare la nostra vita: sotto ci sta la possibilità di contemplare la bellezza del creatore! Abbiamo bisogno sempre più spesso di contemplare il Signore, di metterci in silenzio a comunicare con l’infinito, di fissare il suo volto per poter prendere forza per vivere, nutrire la nostra speranza … certo occorre almeno sospettare che la nostra vita va sempre guardata verso ciò che sta oltre.

19 Febbraio 2022
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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