Un a riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 6, 31-33) dal Vangelo del giorno (Lc 6, 27-38)
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso.
La violenza sta segnando di sé sempre più pesantemente la vita sia familiare che sociale: ce ne danno l’esempio tanti personaggi pubblici, viene continuamente mostrata in televisione, e lentamente vi ci stiamo abituando: i sentimenti forti, le passioni esagerate, le emozioni gridate sono il clima in cui si inscrive la nostra vita di relazione! I ragazzi stessi organizzano “spedizioni punitive” violente, talvolta ci scappa addirittura il morto e i genitori a non rendersi conto dell’odio che si instilla anche nel loro figlio. La violenza è esaltata anche nelle canzonette dei big, viene coltivate nei tik tok con i ragazzini: così prendono il sopravvento le vendette sulle relazioni umane, sul gioco.
L’amore va conquistato con la violenza, va punito col femminicidio … l’odio è tollerato come forma di difesa e opinione dovuta: l’immagine della società è spesso così connotata, anche se nella vita lavora ed è presente Dio e tante persone sono buone e giuste e realizzano il suo progetto di umanità.
La domanda però che ci dobbiamo fare è: che cosa deve portare di necessario il cristiano a questa società? Il Vangelo ha delle pagine molto semplici e impegnative: “Amate i vostri nemici… benedite coloro che vi maledicono … prestate senza sperare di ricevere… non giudicate… date a chiunque chiede…”
Ragazzi, non c’è spazio per nessuna spedizione punitiva: l’amore della ragazza si conquista con l’amore non con le botte al tuo concorrente!
Il cristiano è come tutti, ma ha un cuore grande come quello di Gesù: in questa società violenta è chiamato a offrire pace, perdono, solidarietà! Non avremo mai fatto abbastanza per realizzare nella vita i sentimenti del cuore di Gesù.
Non vogliamo dirci più bravi di tutti, ma che abbiamo una vocazione originale, quella della croce, del perdere per ritrovare la forza, del morire per risorgere, del pagare anche per gli altri, perché Dio accetta chi si sacrifica per il bene di tutti.
Il male che c’è nel mondo è troppo grande … e come si può uscire da questa spirale? Non certo limitandoci a comportarci bene! Occorre un di più di amore, occorre sradicare il male mettendo in campo la capacità di assorbirlo su di sé e distruggerlo.
La sofferenza, se è sopportata a causa di Cristo, appare come grazia, dono di salvezza, segno concreto che si è chiamati alla salvezza e a portar salvezza.
Occorre che qualcuno si addossi l’infelicità degli altri e la cambi in amore: questa è stata la scelta di Gesù, questa deve essere la scelta di chi lo vuol seguire! Gli apostoli lo hanno capito tardi, ma hanno dato tutti la vita per Gesù!
Noi siamo chiamati a mettere a disposizione un comportamento controcorrente perché la vita e il mondo siano più abitabili: era un insegnamento costante – me lo ricordo sempre – di papa Benedetto: controcorrente, contro la corrente del male, del ribasso, dell’egoismo, del disprezzo della vita, della deturpazione del creato, della vendetta, della legge del taglione, del cuore sporco di ogni compromesso.
E Il Dio che non ci abbandona mai, non ci lascerà soli.
20 Febbraio 2022
+Domenico
