Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 5,43-44) dal Vangelo del giorno (Mt 5,43-48)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli …»
In un tempo in cui si mescolano religioni e popoli, idee e tradizioni, stili di vita e credenze, ci si domanda: “Ma quale è la vera religione? Dove sta la verità? Perché devo vivere in questo modo? Esiste la verità o ciascuno si inventa la sua?”
Ancora meglio, si vuol vedere che cosa ha il cristianesimo di nuovo rispetto a tutto il resto, rispetto a tutte le visioni della vita quotidiana che gli uomini si danno: “Per avere felicità non basta vivere tranquilli senza tante costruzioni religiose?”.
Gesù ci tiene a staccare di netto il comportamento di un vero credente da chi è pagano: il credente in Dio osa amare i nemici. L’amore non è uno scambio, non è un rapporto alla pari in cui i conti tornano (io voglio bene a te e tu ne vuoi a me) … l’amore è un paradosso: “tu mi fai del male e io ti voglio ancora più bene; tu mi distruggi la vita e io ti amo perché ti ritengo più grande delle distruzioni che pensi per me; tu mi togli il respiro e io non ho paura a offrirti il mio!”.
Su questa base di amore disinteressato è sorto il cristianesimo: la fede cristiana non è la fede dei kamikaze, ma dei martiri, che sanno dare la vita per tutti, anche per i nemici; è la fede di chi sa perdonare; di chi è disposto a non lasciarsi mai misurare dai torti subiti, di chi porge l’altra guancia, di chi sa che la lite e il torto si vincono con l’amore e la dedizione.
Non solo, ma la posta del cristiano è ancora più alta, è una vetta – direi – irraggiungibile: “siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.” … non c’è limite all’impegno di trasformazione della nostra vita in una bontà senza misure.
Gesù sapeva di offrire una meta altissima, ma metteva in gioco soprattutto se stesso: In Lui, nel Cristo, Figlio di Dio morto e risorto, noi possiamo sperare di ridare alla nostra vita il vero volto di Dio da sempre impresso nelle fattezze umane.
Siamo fatti a immagine di Dio, il peccato ne ha tentato di distruggere le sembianze, ma Gesù è riuscito a ricostruirle e il cristiano lo segue: non essere come i pagani oggi significa riprendere coscienza della meta che sta davanti a tutti noi cristiani.
Il cammino di conversione è questo: andare verso una meta altissima, ma scritta nelle nostre vite da Gesù, che ci tiene il cielo aperto su una terra tentata continuamente di chiudersi.
12 Marzo 2022
+Domenico
