Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 23, 8-12) dal Vangelo del giorno (Mt 23, 1-12)
«… ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.»
Siamo tutti stufi di sentire mille parole, mille promesse, mille esortazioni da chi ha in mano i canali di comunicazione o i pulpiti nostrani delle nostre città e paesi: parole in continuazione per dire, esporre, spaccare il capello in due e forse ingannare e vendere felicità a buon mercato.
Ancora peggio quando si sente qualcuno che fa da maestro e offre visioni di vita infallibili, ricette di onestà: insegna comportamenti, morale e modi di pensare, che non hanno niente di buono! Maestri si chiamano quelli che insegnano soprattutto a vivere … oggi però sappiamo che ci sono molti cattivi maestri! Non tutti i giovani possono contare su qualcuno che li aiuti ad affrontare la vita: molti se ne approfittano.
Uno solo è il vostro maestro, Cristo: Lui, Gesù è colui che ci insegna, lui è la via, la verità e la vita; Lui ci indica la strada da percorrere, il percorso della felicità! Gesù si sa prendere cura con pazienza delle nostre ansie di bontà, dei nostri desideri di abbandono, della nostra vita intera, dello spirito e del corpo, del rapporto con noi stessi e con Dio, il Padre amatissimo, che riempie le sue giornate, il suo cuore: ha una assoluta capacità di penetrare il nostro intimo con la sua Parola, che arriva fin là dove la coscienza si apre al vero e al bene e decide della sua felicità.
Gesù percorre le strade della Palestina per insegnare agli uomini la strada che conduce a Dio, per aprirli e disporli alla buona notizia definitiva: il maestro sa fare i passi dell’allievo, ma non si ferma al suo ritmo, continua a spingerlo sempre più avanti, senza forzare, ma senza indugiare, senza costringere, ma senza accontentare al ribasso, senza plagiare, ma senza abbandonare nella solitudine … Illumina, sorregge, sprona, sostiene, stimola, invita, rafforza e lancia verso una vita piena, libera, autentica, donata.
Il discepolo presto camminerà da solo: potremo ciascuno prendere la nostra strada originale e fedele e vedremo aprirsi un cielo sopra di noi abitato dalla sua presenza che illumina le strade della nostra vita confusa e fragile.
Ogni cristiano cammina con le sue gambe, ma sa che Gesù, con il suo Spirito, sempre lo sorregge per le nostre periferie spaesate.
15 Marzo 2022
+Domenico
