Il ricco e il povero, faccia a faccia sempre, anche di là

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 16,19-21) dal Vangelo del giorno (Lc 16, 19-31)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe …».

C’è stato un tempo in cui ci eravamo illusi che tutti fossimo uguali, tutti con gli stessi diritti e doveri e pure con le stesse qualità e strade della vita: l’uguaglianza di ogni uomo è sacrosanta, ma non certo il livellamento alle stesse capacità, desideri, progetti di vita! Tutti uguali, ma non clonati; tutti con la stessa dignità, ma non tutti con le stesse strade e vocazioni.

Dio ci ha fatti uguali, ma ci ha dato la libertà … e può capitare – come spesso capita – che qualcuno realizzi in pienezza la sua vocazione e un altro si lasci sopraffare dalle difficoltà, che qualcuno usurpi il bene dell’altro e si arricchisca e un altro si lasci scoraggiare e soccomba: la vita, allora, si popola di sofferenze, di disuguaglianze.

C’è in ogni strada del mondo un uomo ricco, che veste di porpora e bisso, magari anche senza nome, e un poveraccio affamato e coperto di piaghe che si chiama Lazzaro: potremmo indagare su come questi due uomini siano arrivati alla condizione di vita che hanno, ma …non ci serve guardare colpe anche ataviche … sta di fatto che il ricco e il povero sono l’uno davanti all’altro: sono due uomini, due fratelli in umanità, due vocazioni alla vita e alla felicità, due persone ugualmente amate da Dio, aiutate a dare senso alla loro vita! Dio non abbandonerà nessuno dei due, ma vorrà vagliarli nella verità … e il vaglio comincia con questo incontro: sono faccia a faccia, ma uno non riconosce nell’altro la sua immagine e soprattutto l’immagine di Dio! La ricchezza gli vela gli occhi; la povertà di Lazzaro invece si affida, non c’è più niente e nessuno che lo aiuta, ma si fida solo di Dio. Il ricco non ha bisogno di fidarsi di nessuno, si fida di sé e si ritrova solo con se stesso.

Si apre finalmente il paradiso, uno squarcio di cielo che dà la pienezza della vita: il ricco e il povero non sono più uguali, la disuguaglianza costruita per scelta libera rimane e Dio accoglie chi lo ha sempre cercato e lascia da solo chi non lo ha mai cercato e non lo ha nemmeno intuito nella vita del povero.

Il Vangelo di Matteo metterà in bocca a Dio: «Ero nudo e non mi vestisti, ero ammalato e non sei venuto a trovarmi…». Dio non si vendica, ma con dolore accetta la nostra decisione di non voler stare con Lui.

Ma noi vogliamo risalire la china della nostra cattiveria e fidarci di Lui perché il cielo non è vuoto: solo la nostra terra si chiude su di sé!

17 Marzo 2022
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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