Una riflessione sul Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,40-42) dal Vangelo del giorno (Gv 10, 31-42)
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da Lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in Lui.
La nostra società farebbe volentieri a meno della religione. Noi stessi, tante volte, con tutti i nostri impegni, facciamo fatica a vedere nella religione un’esperienza esaltante, perché ci complica la vita, perché dobbiamo portare i figli all’allenamento, alla palestra e per giunta al catechismo. Possiamo eliminarla, così si risparmia pure.
Poi, però, si vede che la vita ha domande forti, non è fatta solo di impegni e di corse a destra e a manca, è fatta di interiorità, di gioia di vivere, di serenità, di motivazioni, di amore, di ideali che sono quelli che sostengono tutti i nostri affanni, il nostro spenderci. Spesso ci sentiamo svuotati dall’interno e la molla degli interessi materiali non è sufficiente a farci alzare al mattino per un’altra giornata di lavoro, a impegnarci a combattere la malattia che ci fa soffrire, ad affrontare le contrarietà dell’esistenza, a darci voglia di vivere.
Gesù è immerso in grandi contrapposizioni con l’intellighenzia del tempo, con i farisei che sono esigenti verso le sue affermazioni su Dio. Prima dello scontro finale che lo porterà davanti al sinedrio per essere giudicato e punito, riparte per il deserto. Va alle sorgenti della sua vocazione di profeta. Là, presso il Giordano, aveva imparato a fare chiarezza nella sua vocazione, si era sentito chiamato dal Padre e presentato a tutti come il Figlio amatissimo di Dio, là aveva seguito Giovanni che con grande nettezza l’aveva indicato a tutti i seguaci. Là ricostruisce nella sequela della gente che lo segue la forza della fede. Ritorna al di là del Giordano e qui si ferma.
Questo stare di Gesù, alla vigilia degli eventi definitivi, è la decisione di ricollocarsi con decisione nell’incandescenza delle sue scelte, nella radicalità del suo compito, nella ricerca della verità. La gente si accorge che tutto quello che Giovanni aveva detto stava diventando realtà. Lui, Gesù, stava veramente vivendo la parte dell’Agnello di Dio, lui stava distaccando la gente dal peccato, glielo stava togliendo dalle spalle per caricarselo sulle sue. La gente intuisce che Gesù è veramente colui che aspettavano da secoli, e di nuovo il Vangelo ridice: molti credettero in lui. Molti, e noi vorremmo essere tra quelli che hanno rivisto il cielo aperto, abitato da Dio e capace di cambiare le nostre strade di delusione e di adattamento.
Venerdì 8 Aprile 2022
+Domenico
