Orizzonti di vita e di fede, sempre più ampi

Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 11, 25-27)

In quel tempo, Gesù disse:«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

Video della riflessione

Il nostro orizzonte spesso pecca di chiusura: si chiude alla vita quotidiana con le sue abitudini, i suoi percorsi soliti, le sue incombenze ormai immutabili se abbiamo qualche anno in più.   Rischiamo allora di restringere anche la nostra visione di mondo, l’orizzonte della nostra vita cristiana, che diventa una gabbia anche per il vangelo che dobbiamo sempre annunciare a tutti. La pandemia di questi anni ci ha un poco abituati a rivoluzionare tutto, ma non ancora forse nella fede.

Gesù vede lontano. Vede nel corso dei secoli la schiera innumerevole di uomini e donne di ogni età e condizione aderire al suo messaggio, annunziato dai suoi primi discepoli. “Ai poveri è annunciata la buona notizia”: era uno dei segni dell’era messianica. A tutti Gesù lancia un invito appassionato: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi”.

I poveri, i piccoli, gli umili accorrono a Lui, raggiungono la fede se sono capaci di farsi piccoli e umili. I nostri giorni invece sono caratterizzati da ideologie estremamente in contrasto tra loro, la nostra società è diventata molto esigente, soprattutto con chi pretende di dare risposte soddisfacenti alla vita di ogni giorno.

Gli interventi anche molto spontanei, semplici, chiari che papa Francesco non fa mai mancare sulle questioni più urgenti della nostra vita personale e sociale vengono, e giustamente, passati al vaglio di ogni critica e non sono certo accolti per abitudine. Questa è cosa molto buona, se favorisce una presa di posizione più cosciente e convinta.

Però dobbiamo ricordare anche  che la fede, quella che fa aderire a Cristo e alla Chiesa, è sempre anche un atto di umiltà, è espressione di uno che riconosce di aver bisogno di salvezza, che non trova in se tutte le risposte o le proposte necessarie per dare alla vita un senso vero, ampio, dignitoso; nessuno cerca placebo o fasciature. E soprattutto è una persona che scrive dentro la sua esistenza un forte atto di fiducia in colui che vuole salvarci. Pecchiamo di sicumera, di persone che non vogliono aver più niente da cambiare nella vita; abbiamo perso due anni e noi adulti non sappiamo ancora dare alla vita un nuovo slancio, che servirebbe non solo a noi, ma anche ai giovani che di tempo prezioso ne hanno perso più di noi.

13 Luglio 2022
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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