Siamo sempre sentinelle del mattino

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 12,39-44) dal Vangelo del giorno (Lc 12,39-48)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così.

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Essere attenti, svegli, vigili, pronti a intervenire, preparati ad ogni evenienza, sentinelle che al primo allarme sanno scattare e portare aiuto è il compito di tante professioni: vigili del fuoco, protezione civile, medici, operai, addetti ai corpi speciali, militari, guardie del corpo, vigilanze di ogni tipo. Non dipende solo da situazioni di conflitto o di movimenti rivoluzionari, ma dal tipo di organizzazione della società e dalla cura della vita che si diffonde sempre più, forse anche di più degli interessi economici da difendere, per i quali è naturale che chi li possiede si attrezzi.         

E’ così anche per la vita spirituale? Per l’attenzione alla spiritualità, per la promozione dei valori evangelici, per la cura della dimensione religiosa della vita c’è questo atteggiamento di cura? C’è una task force che entra in azione, non certo eclatante o rumorosa, che aiuta le persona per uscire da disastri spirituali perniciosi e distruttivi di ogni bontà?

Forse no: Le cose materiali ci vedono sempre più attenti di quelle spirituali.

Gesù però quando parla del Regno, del suo amore e della vita credente ci invita ad essere sempre “vigilanti”, a vivere in profondità la tensione spirituale, a non farci sorprendere nell’inedia e nell’adattamento al ribasso.

Il cristiano deve essere vigile nell’intuire i tratti della presenza di Dio e nel servirne la diffusione. L’atteggiamento vigile e attento, la cura meticolosa della vita spirituale è un compito importante di chi annuncia il vangelo, del cristiano che ha ricevuto in dono la Parola di Dio, dei preti e di chi ha responsabilità di guida della comunità cristiana. Non avrà mai un atteggiamento di sicurezza, tipica di chi si sente “padrone delle cose”, ma quello del fedele e saggio amministratore di beni non suoi, da rinnovare e tenere sempre vivi, custoditi, perché Gesù è esigente: è comprensivo e buono, ma non si adatta al ribasso.

Il cristiano è uno che non si siede mai, se non per ascoltare e contemplare la Parola: allora il suo “stare” è accogliere il dono di Dio che terrà poi sempre vivo nel cuore della gente, dei suoi compagni di lavoro o di vita, nella sua famiglia, nella sua passione per il regno di Dio diffuso in ogni luogo che lui abita o che visita, e il Signore lo troverà allora sempre fedele a quel cielo che ci aiuta a dare alla terra il suo vero sapore, e noi sappiamo che per fare questo occorre vivere da sentinelle, da gente sveglia, da gente che intuisce, che preannuncia con sicurezza l’alba.

20 Ottobre 2021
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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