La vittoria sul male è sicura, a noi deciderci di accoglierla

Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 17,12) dal Vangelo del giorno (Mt 17,10-13)

«… ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

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Qualcuno dovrà spiegarci perché nella vita chi fa del bene deve sempre soffrire e pagare, perché ci si accanisce contro di lui, perché prima o poi debba vedersi contro qualcuno … non si tratta di un vittimismo di maniera, di quella convinzione di sentirsi sempre perseguitati, perché troviamo giusto difficoltà a realizzare ciò che pensiamo, ma di una oscura lotta del male contro il bene.

La nostra fede cristiana non accetta che nel mondo ci siano due principi: quello del bene e quello del male che si combattono uno contro l’altro. Da una parte il bene, Dio, dall’altra il male, Satana, in perenne lotta tra di loro, a farsi dispetti, ad alternarsi alla guida del mondo: è una concezione della vita molto pagana, tipica degli dèi dell’Olimpo, di concezioni sacrali del mondo.

Noi non siamo le vittime di una lotta tra il principio del bene e il principio del male: per la fede cristiana esiste solo Dio come principio superiore di tutto. Satana è una creatura decaduta che non può niente contro Dio, ne è stato sconfitto.

Non siamo in balia di forze misteriose che ci rubano la vita: la vita la possiamo buttare solo noi! Nel mistero del male ci sta la nostra libertà: siamo noi che non scegliamo bene, che ci lasciamo incantare, che di fronte al bene opponiamo la comodità, l’egoismo, l’interesse … e questo si scatena contro ogni tentativo di scalfirne il dominio.

Non è vero che chi fa il bene sia innocuo: chi fa il bene intacca sempre il potere dell’egoismo e chi ha impostato la vita solo per sé, per i suoi interessi lo elimina.

Così è stato di Giovanni il battezzatore, e così sarà di Gesù più tardi, dopo che ne avrà preso il posto nella società ebraica di allora: il figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro.

Non c’è speranza allora per chi vuol vivere bene?

Assolutamente sì, perché Gesù è proprio venuto a dimostrare che si possono spuntare le frecce della morte con la fiducia in Dio. La speranza è sempre sostenuta da una certezza: dall’amore del Signore, dal suo disegno cui chiama ogni creatura, libera di rispondere e di accoglierlo.

Lui ha vinto il mondo tramite il dono dell’amore di suo Figlio Gesù, che noi vigilanti, vogliamo sempre incontrare e … decidere di stare dalla sua parte.

L’avvento ne è un momento fondamentale … per stare dalla sua parte.

11 Dicembre 2021
+Domenico

Autore: +Domenico

Domenico Sigalini (Dello, 7 giugno 1942) è un vescovo e giornalista italiano, Vescovo emerito della sede suburbicaria di Palestrina. Una Biografia più esaustiva è disponibile su Cathopedia all'indirizzo https://it.cathopedia.org/wiki/Domenico_Sigalini

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