Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 25,35-36) dal Vangelo del giorno (Mt 25, 31-46)
«Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.»
Che hai fatto? Perché ti sei comportato così? Dove sta tutta la tua moralità? Credevi di farla franca … pensavi di non dover rendere conto a nessuno di quello che sei e che fai? Quel poveraccio che hai imbrogliato non è nessuno, ha sempre qualcuno dalla sua parte che se lo prende a cuore però.
Farla franca è uno sport che ha molti cultori: c’è una debolezza che tutti vogliamo sfruttare per star meglio, quella degli altri; c’è una sottile soddisfazione che si distribuisce nel nostro circuito vitale, quella dello sfruttare gratis, del sopraffare e poi sentirci a posto: la chiamiamo furbizia e intelligenza e la cancelliamo da ogni tribunale interiore.
Alla fine, invece, Dio dice che ogni tuo gesto ha lasciato una traccia sulla spiaggia del mare della vita e soprattutto ha segnato il suo volto di offese o di carezze: “Tutto quello che avete fatto al più piccolo è a me che lo avete fatto”.
Il volto del povero e del figlio, il volto della mamma e dell’accattone, il volto del drogato sono il suo: Dio, da quando Gesù si è fatto uomo, si incontra nel volto di ogni persona, e le nostre relazioni tra persone non si chiudono mai solo tra di noi, ma si aprono all’orizzonte infinito della sua presenza.
La vita cristiana è impegnativa, ma non complicata, l’esame finale non è ingarbugliato, pieno di insidie e di tranelli, è solo l’insieme delle nostre relazioni, della configurazione che la faccia della nostra anima ha assunto davanti agli altri! Certo, è difficile vedere nel volto degli altri il volto del Signore …non lo è però più di quanto sia difficile immaginare che Dio assuma il nostro volto. Eppure Dio è disposto a mettersi nei nostri panni, ad abitare nella nostra vita, a rendere viva la sua presenza in noi: Lui si fa corpo e sangue perché se noi lo mangiamo, Lui abita in noi e diamo a Lui le nostre sembianze.
La nostra vita è più grande di quanto pensiamo, la nostra dignità è ai vertici della creazione: Quando madre Teresa – ora santa – andava per le strade di Calcutta ad accarezzare chi moriva solo, non faceva altro che accarezzare Dio, non faceva altro che fare incontrare a quella povera creatura la mano tenerissima di Dio.
Il grande mistero è questo: noi negli altri incontriamo Dio perché per loro siamo l’amore di Dio!
Il cielo sopra gli uomini non sarà mai vuoto, se ogni giorno gli uomini sapranno di poterlo bucare con l’amore verso i fratelli.
7 Marzo 2022
+Domenico
