Quaresima è fare festa allo sposo Gesù

Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 9, 14) dal Vangelo del Giorno (Mt 9, 14-15) nel Venerdì dopo le Ceneri

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».

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In verità quando si fa quaresima non ci si accorge molto: non è che vedi in giro meno cristiani a divertirsi, a mangiare di tutto e di più. In un qualsiasi autogrill, al venerdì fai fatica a trovare di magro da mangiare, le stesse pensioni religiose si dimenticano di qualsiasi attenzione al digiuno …

Ci si accorge di più quando i mussulmani fanno Ramadan … ricordo due ragazzine in un oratorio in mezzo a tanti bambini alla merenda del doposcuola: tutti si abbuffavano e loro tranquille sedute in disparte a guardare. Gli amici le invitano e loro senza scomporsi “… ma noi facciamo ramadan”. Nessuno ha avuto niente da dire, anzi si sono fatti più di una domanda.

A noi il nostro fondatore Gesù, ha detto di non far vedere a nessuno che facciamo penitenza, ma di farla seriamente però, di pregare non in piazza, ma nel segreto della nostra casa; di non coprirci di sacco e cenere ma di profumarci mentre facciamo digiuno … solo che noi all’italiana abbiamo preso per buono solo la prima parte; non ci facciamo vedere a fare penitenza perché non la facciamo proprio!

Gesù ancora di più ci dice che la vita del cristiano non è una penitenza, un digiuno, ma una festa, perché possiamo sempre stare con Lui: Lui è lo sposo che vive nozze eterne con noi, lui si fa presente e sparge gioia attorno a sé … ma la sua gioia è vera, non è sballo, non è crapula, non è egoismo.

Per Gesù la festa è mettersi tutto su una bancarella di mercato e dire “eccomi, sono qui, sono a disposizione, a qualcuno interessa avere quello che Io ho da donare?”

Se trovi qualcuno che ti ascolta è una gioia, come sempre ce n’è nel dare: è cantare a chi ti ha dato la vita la gioia di essere vivi! Nella felicità, nella gratuità, nel dono si scopre che la vita è bella: abbiamo trovato un grande “baobab” da cui si coglie la gioia di essere vivi al di sopra di ogni tristezza!

Allora lo sguardo si alza al creatore e la vita lo canta: spesso durante la festa ci si trova a canticchiare, a “zufolare” con le mani in tasca … probabilmente è la percezione inconfessata di una “serenata” al creatore.

Avere questi sentimenti non è contrario alla penitenza che Dio ci chiede, ma ne è l’anima: il cristiano non ama soffrire, ma è capace di soffrire per far felici gli altri, a cercare e offrire speranza.

Ma questa speranza dove la trovo?

19 Febbraio 2021
+Domenico

La gioia di bucare il cielo almeno qualche volta

Una riflessione sul Vangelo secondo Matteo (Mt 17,1-2) dal Vangelo del giorno (Mt 17, 1-9)

<<Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.>>  

È da un po’ di giorni che non riesci a vedere il fondo.

Sembra che tutto si accanisca su di te.

Posso avere pazienza di fronte a chi da sempre mi avversa, mi fa dispetti, gode nel vedermi soffrire … ma spesso mi sembra che anche Dio mi abbia abbandonato: mi sembra di essere stato proprio “scaricato”, non trovo più gusto nella vita e la preghiera assomiglia più a un’illusione che a una forza.

La mia vita sarà sempre in salita…

È vero che si dice che nel buio della vita c’è  sempre una luce per tutti, ma dove è questa luce? Siamo lasciati in questa esistenza ad arrangiarci da soli? O trovare appigli oggi che diventano delusioni domani?  

Non erano forse giunti ancora a questo punto gli Apostoli, ma dopo la generosa risposta alla chiamata di Gesù, dopo aver lasciato tutto per avventurarsi con Lui per le strade della Palestina, speravano di poter cominciare a portare a casa qualcosa.

Pietro: hai lasciato azienda, moglie e figli, per correre dietro a questo Gesù come un adolescente; Ma ti rendi conto che a parte un po’ di notorietà, non concludi niente?

Non ti accorgi che invece attorno a Gesù  si comincia a stringere il cerchio della gente che lo vuol far fuori?

Tu, Giovanni, sei giovane: a te piacciono le avventure, non devi rendere conto a nessuno del tempo che butti, ma questo Gesù ti sembra all’altezza dei tuoi ideali, del tuo entusiasmo, della tua voglia di vivere?

Già altri come te, hanno girato i tacchi e se ne sono andati.  

Sono le storie delle nostre vite, le domande della nostra fede, le prove di libertà che ognuno deve affrontare.

Il credente sa che … un Amore misterioso dirige la storia, anche quando gli eventi sembrano mostrare il contrario!

I nostri occhi sono miopi, le nostre menti non hanno la lucidità necessaria per capire il disegno di Dio nella nostra storia.

Soltanto la fede ci permette intravederlo …

E Gesù prese con sé Pietro Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto e si trasfigurò davanti a loro: si è dato a vedere per il Signore che egli è.

Non han parole per esprimere l’esperienza sconvolgente che fanno di Lui: «È bello per noi stare qui».

Questo è il mio Figlio amatissimo

Non dobbiamo anche noi trovarci degli spazi di contemplazione, di dialogo “a tu per tu” con il Signore?

Esistono nella vita umana e cristiana sempre squarci di luce: può essere una assemblea di preghiera particolarmente sentita, la visita coinvolgente a un santuario, l’incontro con un “testimone della fede” che ce la comunica con la forza della sua esistenza …

La quaresima può essere questo Tabor per noi, perché in essa incontriamo i poveri e contempliamo Gesù, incontriamo ammalati e in essi vediamo il volto di Gesù, facciamo la via Crucis e seguiamo Gesù oppure ci lasciamo incantare dall’adorazione del Risorto. 

Torneranno ancora dubbi e prove, certo: proprio a questi tre si appesantiranno gli occhi e le vite nel momento della prova del Getsemani, ma Lui è il Signore.

C’è una comunità cristiana che aiuta noi gente dalle infinite debolezze e illusioni nel trasfigurarsi in speranza? 

8 Marzo 2020
+Domenico