Il ricco sfondato che deve fare un salto di qualità  

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 12,13-21)

Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Audio della riflessione

“Anima mia hai una grande riserva di beni per molti anni: riposati, mangia, bevi e divertiti”. C’ho una giovinezza che scoppia. Mi vanno proprio bene tutte. Un giro di amici che mi adorano. Con i miei affetti sono sempre riuscita a stare a galla, se non al di sopra. In quale altra avventura posso giocarmi la vita? L’automobile ce l’ho, il ragazzo pure, lavoro in proprio e ho indovinato il momento. Non ce l’ho con nessuno, il mondo mi va bene così; le tasse sono sempre troppe, ma occorre avere un po’ di senso civico. La settimana mi vola via senza accorgermi, i fine settimana si chiamano l’un l’altro, lancio sms a tutti e ho sempre la casa piena. Ho salute da vendere, sono sempre talmente su di giri che mi dicono tutti che mi calo, non ho tempo abbastanza per godere tutto e il bello è che non faccio del male a nessuno.

E i tuoi amici scalognati? E il lavavetri che eviti? E quel freddo che ogni tanto ti cala lungo la schiena quando ti assalgono domande di senso? Tutto quello che hai dove lo orienti, la tua vita dove la lasci?

Ecco il solito guastafeste. Ma voi cristiani siete fatti proprio per guastare ogni vita semplice e ingenua. Avete invidia? Vi fa fastidio se ci divertiamo? Le cose belle della vita devono per forza colorarsi di dolore? Che cosa è questo dolorismo che continuate a metterci davanti? Mi fate vedere una faccia meno triste di quelle che vedo io uscire la domenica dalla messa, quando mi ritiro per andare a dormire dopo una notte in discoteca, un po’ fuori di testa, sì, ma almeno felice e spensierata, senza far danni a nessuno?

Hai ragione, talvolta noi cristiani abbiamo una faccia da buldog; e un po’ più di gioia, come ce la fa scoppiare dentro nostro Signore, potremmo mostrarla di più! Ma tu non caricare sui nostri difetti le domande vere della vita. Non sei il centro dell’universo, non decidi tu nessun momento in più o in meno della tua esistenza, non sei un fiore nel deserto, la tua umanità fa parte della mia e di tanti altri che ti vivono accanto.

Non ti accorgi che hai appeso le tue speranze a delle grucce che non sono attaccate da nessuna parte? Questa gioia che provi, questa felicità che sperimenti deve diventare dono e amore per altri, la devi vivere al cospetto di Dio, dice il vangelo. Allora diventerà vera e eterna.

Hai un fratello: Gesù e un Padre: Dio che ti tengono continuamente in piedi e che sono il fondamento della tua gioia e il tuo cuore sarà pieno solo se li sai incontrare. La tua felicità deve fare un salto di qualità nel cercarne la sorgente. Allora ti si apriranno prospettive impensabili. E, d’accordo, quando l’avrai trovata, tieniti sempre quella faccia sorridente; il mondo non ha bisogno di un muso lungo in più, nemmeno di uno sguardo ebete, ma di due occhi che sprigionano speranza per tutti.

17 Ottobre 2022
+Domenico

Trasmissione Radiofonica

Accettare o non accettare Gesù è giocarsi la salvezza

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 12, 8-12)

Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

Audio della riflessione

Esiste nella nostra esistenza qualche decisione in cui ci si gioca la vita. Per esempio dal punto di vista di andare in rovina è quando si decide di diventare mafioso, di uccidere una persona, di mettersi in qualche banda malavitosa…in altri casi ci si gioca la vita per il bene: come un matrimonio ben preparato in un amore vicendevole, avviarsi a una professione che dà dignità e permette di esprimere un massimo di solidarietà, di aiuto alla comunità tutta, non solo ai propri interessi, dare la vita ai figli che è sempre una scelta bella, anche se costa sacrifici e si accettano i rischi della crescita. Parlo non di una vita facile, ma buona e vera.

Ebbene per un cristiano è la scelta del confessare Gesù come centro della propria vita di fronte a tutti. Dice il vangelo che “chi mi rinnegherà davanti agli uomini , sarà rinnegato davanti agli angeli in cielo”. Non è un occhio per occhio, dente per dente, ma affermare che la situazione davanti a Gesù è definitiva e ci fa vedere che Gesù, un profeta assassinato, che non dà nessuna sicurezza davanti ai tribunali di questo mondo, è proprio il Figlio dell’uomo, colui che ha potere di decisione nel giudizio finale. Ciò vuol dire che accettare o rigettare il messaggio di Gesù significa che la persona sta giocandosi il suo essere salvo o no.

Attenzione però. Quello che importa non è a volte confessare esternamente il Cristo, perché l’elemento decisivo, discriminante è verificare il contenuto della propria vita, vedere se per ciascuno Gesù è la salvezza, è il perdono di Dio Padre, è il redentore, contro quelli che allora, ma anche oggi, interpretano l’attività di Gesù come satanica, una espressione della presenza di satana sulla terra. Coloro che dicono che guarire gli infermi, cacciare i demoni è opera di un indemoniato, dicono che il perdono e l’amore di Gesù sono un inganno, una perversione,  una menzogna; è opera del diavolo. Questo è peccare contro lo Spirito: rigettare il messaggio di Gesù, come se distruggesse la vita degli uomini.

Sono molti coloro che negano esternamente Cristo, ma vivono del suo Spirito, hanno amore per gli altri, si tengono lontani dal male, sperano in un regno di bontà…qui si tratta invece di coloro che rigettano il senso di Gesù, il suo essere in grado di perdonare, non vogliono il perdono. Questa è la bestemmia contro lo Spirito Santo. Non è solo un parlare male del Figlio dell’uomo, ma escluderne il dono del perdono che è sempre frutto dello Spirito Santo. E’ imperdonabile per coloro che non vogliono il perdono, non vogliono aver nulla a che fare con Gesù ripieno dello Spirito Santo. Dio rispetta sempre la libertà degli uomini, delle sue creature.

15 Ottobre 2022
+Domenico

Trasmissione Radiofonica
Trasmissione Televisiva

Ogni uomo è chiamato a fare i conti con la verità

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 12, 1-7)

Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli:
«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.
Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».

Audio della riflessione

Si fa tanto parlare oggi di privacy, di intercettazioni telefoniche: ti capita di vederti scritto sui giornali quello che hai detto in confidenza agli amici, le parolacce e le volgarità a cui ti lasci andare quando sei arrabbiato o quando non hai più nessun ritegno nei confronti di qualche odio che covi nel cuore. Il cellulare svela spesso i sentimenti del cuore, le tue trame, i tuoi tradimenti, la tua vera faccia.

Dietro persone che passano per essere perbene, a plomb, sempre sorridenti, emergono caratteri irascibili, egoismi inconfessati, anime malate … non c’è più spazio per l’ipocrisia, o meglio, viene fotografata e messa in piazza l’ipocrisia delle persone, la doppiezza della vita: viene tolta la maschera al benpensante che resta nudo di fronte a tutti con i suoi sentimenti veri.

La legge sicuramente interviene per salvare la privacy, ma la correttezza morale delle persone non cambierà perché c’è una legge che giustamente impedisce di mettere in piazza le cose personali: le volgarità che dice, l’animo cattivo che nutre, le trame distruttrici velate da sorrisi e compiacenze, i tradimenti dell’onore camuffati da regali, le dichiarazioni di principio inflessibili e i comportamenti delinquenziali nascono dal cuore e se questo non cambia abbiamo solo riportato l’ipocrita alla sua solitudine e alla sua gabbia di menzogna

Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto, dice il Vangelo: ogni uomo è chiamato a fare i conti con la verità e la verità abita nella coscienza! Puoi ingannare tutti, non il profondo di te stesso in cui abita Dio: qui incontri la verità di te e qui vieni visto da Dio e illuminato dalla sua Parola.

Oggi occorre ritornare ad essere autentici, a far corrispondere alle parole la vita, al volto l’anima … questo dà serenità interiore e apre le persone alla speranza di un rapporto di pace e di collaborazione: non passi la vita a studiare inganni, a coprire, a non far conoscere, a costruirti maschere, ma ad allargarla alla comunione nella verità.

E’ la coscienza, sempre, il grande centro cui occorre portare ogni cosa: questo ci permette di apprendere dal santo cardinale John Henry Newman la grandezza e la nobiltà della coscienza! Dice infatti al termine della sua famosa lettera al duca di Norfolk: “Certamente se io dovessi portare la religione in un brindisi in un pranzo – cosa che non è molto indicato fare -, allora io brinderei per il papa. Ma prima per la coscienza e poi per il papa.

14 Ottobre 2022
+Domenico

Trasmissione Radiofonica
Trasmissione Televisiva

Essere cristiani non è fanatismo, ma nemmeno acqua tiepida: è sempre un fuoco!

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 12,49-53)

Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera”.

Audio della riflessione

Eccettuato qualche fanatico, in genere chi imposta la vita secondo una religione si pensa che sia un tipo calmo, tranquillo, uno che sta dalla parte dell’ordine, non offende nessuno,  trattabile, fa parte del sistema insomma …

Non doveva essere proprio così Gesù: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; come vorrei che fosse già acceso” … E io non posso dimenticare che nella mia vita ci fu una domenica di agosto, quella della Giornata mondiale della gioventù dell’anno 2000, quando Papa an Giovanni Paolo II congedava i giovani di Tor Vergata con la parola di Santa Caterina da Siena: “Se sarete quello che dovete essere metterete fuoco in tutto il mondo!”. Aveva davanti a sé una assemblea gioiosa, festosa, entusiasta, decisa, di due milioni di giovani che aveva chiamato da tutto il mondo, per i quali aveva nella sua vecchiaia un testamento da affidare, un fuoco che gli bruciava dentro e  lo voleva comunicare, quasi un mandato di tutta una vita spesa per l’umanità e soprattutto per i giovani.

Questo fuoco del vangelo, della fede cristiana, di Gesù lo dovete accendere in tutte le strade e gli spazi della vostra vita: allora il cristianesimo non è un tranquillante, non è la codificazione del “politicante corretto”, non è un galateo, non è buonismo …

“Non sono venuto a portare la pace, ma la spada” … allora è tutta rivoluzione, trasgressione, ribaltamento dell’ordine costituito? Anche nel mondo degli affetti, che è per eccellenza il luogo della “pace”, Gesù entra con forza e porta scompiglio.

Come sempre Gesù non lo si comprende con le nostre semplificazioni ideologiche, stringendolo nei nostri schemi di destra o di sinistra, di restaurazione o di rivoluzione: quando Lui c’è, la sua presenza non si somma, non si confonde, ma determina, cambia, porta a verità, colora, dà sapore, crea anche crisi perché la pace che Lui dona non è frutto di accomodamenti o di falsità … e per accogliere la sua pace, perché questa è il grande dono di Gesù agli uomini, è necessario a volte prendere delle decisioni dolorose.

Spesso sotto la copertura degli affetti anche all’interno della vita di coppia, della vita di famiglia si instaurano rapporti falsi, opprimenti, ingiusti.

Gesù porta alla verità di te stesso, alla verità delle relazioni, per questo porta scompiglio, fuoco che brucia il male, l’ingiustizia, i soprusi.

Gli uomini e le donne che con lui acquistano dignità. E’ un acquisto sempre a caro prezzo.

Chi paga e ha pagato per primo è Lui e il cristiano è un “trasgressivo” che porta su di sé la croce e non la impone mai agli altri.

14 Agosto 2022
+Domenico

Sempre pronti, mai adattati, in una attesa premurosa

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 12,39-44) dal Vangelo del giorno (Lc 12,32-48)

Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo”.
Allora Pietro disse: “Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?”.
Il Signore rispose: “Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
lavoro.

Audio della riflessione

Essere attenti, svegli, vigili, pronti a intervenire, preparati ad ogni evenienza, sentinelle che al primo allarme sanno scattare e portare aiuto è il compito di tante professioni: vigili del fuoco, protezione civile, medici, operai, addetti ai corpi speciali, militari, guardie del corpo, vigilanze di ogni tipo. Non dipende solo da situazioni di conflitto o di movimenti rivoluzionari, ma dal tipo di organizzazione della società e dalla cura della vita che si diffonde sempre più, forse anche di più degli interessi economici da difendere, per i quali è naturale che chi li possiede si attrezzi.

E’ così anche per la vita spirituale? per l’attenzione alla spiritualità, per la promozione dei valori evangelici, per la cura della dimensione religiosa della vita? C’è una task force che entra in azione, non certo eclatante o rumorosa, che aiuta le persona per uscire da disastri spirituali perniciosi e distruttivi di ogni bontà? Forse no.

 Le cose materiali ci vedono sempre più attenti di quelle spirituali. Gesù però quando parla del Regno, del suo amore e della vita credente ci invita ad essere sempre vigilanti, a vivere in profondità la tensione spirituale, a non farci sorprendere nell’inedia e nell’adattamento al ribasso. Il cristiano deve essere vigile nell’intuire i tratti della presenza di Dio e nel servirne la diffusione.

L’atteggiamento vigile e attento, la cura meticolosa della vita spirituale è un compito importante di chi annuncia il vangelo, del cristiano che ha ricevuto in dono la Parola di Dio, dei presbiteri e di chi ha responsabilità di guida della comunità cristiana. Non avrà mai un atteggiamento di sicurezza, tipica di chi si sente padrone delle cose, ma quello del fedele e saggio amministratore di beni non suoi, da rinnovare e tenere sempre vivi, perchè Gesù è esigente; è comprensivo e buono, ma non si adatta al ribasso.

Il cristiano è uno che non si siede mai se non per ascoltare e contemplare la Parola, allora il suo stare è accogliere il dono di Dio che terrà poi sempre vivo nel cuore della gente, dei suoi compagni di lavoro e di vita, nella sua famiglia, nella sua passione per il regno di Dio diffuso in ogni luogo. Il Signore lo troverà allora sempre fedele a quel cielo che ci aiuta a dare alla terra il suo vero sapore.

7 Agosto 2022
+Domenico

Il sudario non ha tasche

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 12,13-21)

Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: “Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità”. Ma egli rispose: “O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?”. E disse loro: “Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede”. Poi disse loro una parabola: “La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio”.

Video della riflessione

Chi è che ha in mano la nostra vita?

Chi può dire di stare tranquillo perché lui è prudente, scaltro, ha fatto le cose bene e dopo un po’ di fatica può finalmente vivere soddisfatto senza problemi?

  • Il ricco? Forse, ma oggi ci sono troppe tasse, troppi ladri, pure coi guanti bianchi … I
  • l povero? Non ha preoccupazioni, non ha paura dei ladri, ma c’è sempre qualcuno che lo vende per un paio di sandali …
  • L’asceta? Che si è staccato da tutte le preoccupazioni materiali? Ha anche lui le sue crisi e puntualmente si sente inutile.
  • Il verde? Lui ha creato attorno a sé un’isola di benessere, di natura, di aria pura. Ma l’aria e l’acqua qualcuno gliel’avvelena sempre.
  • Il “regolare”? Io ho sempre fatto il mio dovere, non ho mai mentito a nessuno, ho sempre fatto l’onesto … ma hai attorno gente che non bada a niente, ti ammazza per quei quattro soldi che ti trovi in tasca.

Ma allora chi ha in mano la nostra vita?

Avere in mano la vita non significa poter conquistare benessere: le cose, i soldi, gli affetti, le ideologie, gli amici, la casa … non sono una assicurazione!

E’ solo Dio che ha in mano la vita!

Stolto … stanotte, dopo il consiglio di amministrazione in cui hai spostato capitali, hai investito in nuovi mondi, hai contrattato compere fortunate, hai comperato appoggi politici… questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita! Devi lasciare tutto: resti nudo con te stesso, con la tua anima, senza portafoglio, senza libretto degli assegni … ogni bancomat è scaduto, le carte di credito annullate; cento sono già pronti ad occupare il tuo posto, a recitare la commedia dell’immenso dolore, ad affrettare un nuovo assetto, a criticare quello che sei stato. La tua vita riprende il senso definitivo che ha cercato di costruire, se l’ha costruito, altrimenti resta vuota: resta la tua coscienza ricca di quei momenti di forza che si è data in quel dialogo personalissimo con Dio, lontano da ogni telecamera che giorno per giorno ti sei mantenuto. Quel Dio della cui presenza ogni giorno vivevi e a cui facevi posto nella tua vita, te lo ritrovi in pienezza …

… ma quello “Stolto!” con cui Dio ti avvisa esige però che tu rimetta in discussione tutto te stesso: la tua coscienza non è stata sempre in dialogo personale con Dio, se l’hai venduta trovi il vuoto!

Papa Francesco dice spesso che non ha mai visto ditte di autotrasporti dietro un funerale e che il sudario, il vestito dei morti, non ha tasche …

31 Luglio 2022
+Domenico

Non solo previsioni, ma speranze

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 12, 54-59)

In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».

Audio della riflessione

Dove stiamo andando, che direzione prende la nostra vita, i giovani che futuro potranno godere, che cosa capiterà nei prossimi anni al nostro modo di vivere? Sono domande che ogni tanto mettono ansia a un papà e a una mamma di famiglia che pensa ai suoi figli, o a qualsiasi persona che vuol sentirsi responsabile della sua vita … anche nei giovani, anche nei ragazzi mettono ansia!

Se guardiamo indietro agli anni che ci hanno preceduto e li confrontiamo con l’oggi, registriamo cambiamenti impensabili del nostro modo di vivere: penso alla rivoluzione nelle comunicazioni, nel lavoro, nella vita di famiglia, nello spostamento di tanti emigranti … e siamo spesso impreparati ad affrontare i problemi.

Gesù nel Vangelo ci dice che dobbiamo scrutare con più attenzione i segni dei tempi: “purtroppo – dice – tutta la vostra intelligenza la mettete nel fare previsioni!”

Utili anche quelle: avessimo potuto prevenire lo tsunami! Potessimo prevedere i terremoti!

C’è anche da avere una capacità di cogliere la presenza di Dio nella storia e i segnali di “conversione” che ci manda: il futuro non sta nelle previsioni, ma nella speranza e occorre soprattutto in questi tempi leggere i segni di speranza che nascono nel mondo per accoglierli, svilupparli, orientare il mondo alla sua naturale direzione che è il Regno di Dio.

Il Concilio Ecumenico Vaticano II ci aveva aiutati a questo esercizio di lettura dei segni dei tempi, dei luoghi, cioè, in cui si manifesta maggiormente la presenza di Dio, e quindi si concretizza la storia della salvezza: sono indicazioni di apertura a nuovi fatti che caratterizzano il cammino della nostra storia e in essi il cristiano deve seminare la Parola di Dio, li deve orientare nella direzione giusta.

E’ ancora più importante oggi leggere ciò che la pandemia ci fa capire, come dobbiamo cambiare il nostro modo di vivere, la consapevolezza di essere fratelli, di vivere in un mondo che si sta autodistruggendo.

Papa Francesco ci ha offerto non solo un metodo adatto alle nuove sfide, ma anche chi dobbiamo essere: Laudato si e Fratelli Tutti sono due encicliche che aprono panorami amplissimi in tutti, ai cattolici, ma anche a tutta l’umanità.

Esistono oggi tanti segni di speranza che vanno sviluppati: la valorizzazione della persona concreta, l’apprezzare le differenze, l’originalità, il pluralismo, la tol­leranza, il crescente e diffuso interesse per la creatività, il simbolo, i riti, la dimensione estetica del­la vita; la particolare e generalizzata sensibilità al­la comunità internazionale, alla festa e al­la componente ludica del vivere umano; l’attenzione al­la vita quotidiana, intesa come spazio minimo vitale che consente al­le persone di costruire concretamente la propria esistenza; la nuova sensibilità verso la pace, una certa nostalgia del sacro, l’avvertire che ti si fanno dei buchi nella vita che non riesci a colmare con il buon senso… I femminicidi, i troppi morti sul lavoro, la scelta di non procreare, il declino della gioia di vivere…devono interrogare ogni persona umana e soprattutto ogni famiglia.

E’ Dio che ci è Padre che non ci abbandona e ci si presenta sempre come casa abitabile da tutta l’umanità.

Non c’è che da farsi prendere da questa speranza che sale dalla vita.

22 Ottobre 2021
+Domenico

Portatori di speranza e di entusiasmo

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 12,49-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Audio della riflessione

Eccettuato qualche fanatico, in genere chi imposta la vita secondo una religione è un tipo calmo, tranquillo, è uno che sta dalla parte dell’ordine, non offende nessuno, è trattabile …. insomma: fa parte del “sistema” …

… ma non doveva essere proprio così Gesù: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; come vorrei che fosse già acceso.”

Era una frase con cui san Giovanni Paolo II congedava i giovani di Tor Vergata alla GMG del 2000 con le parole di Santa Caterina da Siena: “Se sarete quello che dovete essere metterete fuoco in tutto il mondo”.

Allora il cristianesimo non è un tranquillante, non è la codificazione del politicante corretto, non è un galateo, non è buonismo: “non sono venuto a portare la pace, ma la spada” … allora è tutta rivoluzione, trasgressione, ribaltamento dell’ordine costituito?

Anche nel mondo degli affetti, che è per eccellenza il luogo della pace, Gesù entra con forza e porta scompiglio.

Come sempre Gesù non lo si comprende con le nostre semplificazioni ideologiche, stringendolo nei nostri schemi di destra o di sinistra, di restaurazione o di rivoluzione.

Quando Lui c’è, la sua presenza non si somma, non si confonde, ma determina, cambia, porta a verità, colora, dà sapore, crea anche crisi perché la pace che Lui dona non è frutto di accomodamenti o di falsità.

Per accogliere la sua pace, perché questa è il grande dono di Gesù agli uomini, è necessario a volte prendere delle decisioni dolorose.

Spesso sotto la copertura degli affetti anche all’interno della vita di coppia, della vita di famiglia si instaurano rapporti falsi, opprimenti, ingiusti …

Gesù porta alla verità di te stesso, alla verità delle tue relazioni, per questo porta scompiglio, fuoco che brucia il male, che brucia l’ingiustizia, i soprusi.

Gli uomini e le donne con lui acquistano dignità: è un acquisto sempre a caro prezzo.

Chi paga e ha pagato per primo è Lui, è Gesù, e il cristiano è un “trasgressivo” che porta su di sé la croce e non la impone mai agli altri: il male se lo carica sulle spalle, come ha fatto Gesù sulla croce, e questa è la nostra vocazione.

21 Ottobre 2021
+Domenico

Siamo sempre sentinelle del mattino

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 12,39-44) dal Vangelo del giorno (Lc 12,39-48)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così.

Audio della riflessione

Essere attenti, svegli, vigili, pronti a intervenire, preparati ad ogni evenienza, sentinelle che al primo allarme sanno scattare e portare aiuto è il compito di tante professioni: vigili del fuoco, protezione civile, medici, operai, addetti ai corpi speciali, militari, guardie del corpo, vigilanze di ogni tipo. Non dipende solo da situazioni di conflitto o di movimenti rivoluzionari, ma dal tipo di organizzazione della società e dalla cura della vita che si diffonde sempre più, forse anche di più degli interessi economici da difendere, per i quali è naturale che chi li possiede si attrezzi.         

E’ così anche per la vita spirituale? Per l’attenzione alla spiritualità, per la promozione dei valori evangelici, per la cura della dimensione religiosa della vita c’è questo atteggiamento di cura? C’è una task force che entra in azione, non certo eclatante o rumorosa, che aiuta le persona per uscire da disastri spirituali perniciosi e distruttivi di ogni bontà?

Forse no: Le cose materiali ci vedono sempre più attenti di quelle spirituali.

Gesù però quando parla del Regno, del suo amore e della vita credente ci invita ad essere sempre “vigilanti”, a vivere in profondità la tensione spirituale, a non farci sorprendere nell’inedia e nell’adattamento al ribasso.

Il cristiano deve essere vigile nell’intuire i tratti della presenza di Dio e nel servirne la diffusione. L’atteggiamento vigile e attento, la cura meticolosa della vita spirituale è un compito importante di chi annuncia il vangelo, del cristiano che ha ricevuto in dono la Parola di Dio, dei preti e di chi ha responsabilità di guida della comunità cristiana. Non avrà mai un atteggiamento di sicurezza, tipica di chi si sente “padrone delle cose”, ma quello del fedele e saggio amministratore di beni non suoi, da rinnovare e tenere sempre vivi, custoditi, perché Gesù è esigente: è comprensivo e buono, ma non si adatta al ribasso.

Il cristiano è uno che non si siede mai, se non per ascoltare e contemplare la Parola: allora il suo “stare” è accogliere il dono di Dio che terrà poi sempre vivo nel cuore della gente, dei suoi compagni di lavoro o di vita, nella sua famiglia, nella sua passione per il regno di Dio diffuso in ogni luogo che lui abita o che visita, e il Signore lo troverà allora sempre fedele a quel cielo che ci aiuta a dare alla terra il suo vero sapore, e noi sappiamo che per fare questo occorre vivere da sentinelle, da gente sveglia, da gente che intuisce, che preannuncia con sicurezza l’alba.

20 Ottobre 2021
+Domenico

La vita è una continua attesa

Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 12,35-38)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».

Audio della riflessione

Noi tutti siamo sempre in attesa di qualcosa, di qualcuno, di cose o di persone, di mete o di rendicontazioni, di imprevisti o – Dio non voglia – di condanne, di concludere qualche  causa penale o amministrativa, da cui ci dobbiamo difendere … siamo in attesa anche di fatti belli come una nascita, la conclusione degli studi o della troppo lunga ricerca di un lavoro.

Il tempo dell’attesa non è mai vuoto, anzi si carica di tensioni, ma anche di speranze e spesso diventiamo ciò che attendiamo: chi attende la morte diventa suo figlio e produce morte.

Nell’esperienza religiosa noi attendiamo il Signore come una attesa di colui che deve tornare: Dio spesso si paragona allo sposo … e allora la casa dell’attesa di Dio non è una nostalgia, ma un futuro, perché la nostra casa definitiva non sta qui, ma altrove … e l’attesa è il tempo della salvezza, che è affidata alla nostra responsabilità di credenti.

La nostra vigilanza non è uno scrutare nel buio: è tenere accesa per noi e per il mondo la luce del Signore.

Il Vangelo di Luca ci dice che ci sono tre tempi di attesa delle cose definitive della nostra esistenza (che noi chiamiamo escatologiche):

  • uno passato: il mondo è già definito e il Regno è già venuto quando c’era Gesù;
  • uno futuro: il mondo finirà e il Regno verrà alla fine del mondo, anticipata per ogni persona quando muore;
  • uno presente: il mondo finisce e il Regno viene quando il credente vive l’Eucaristia: questa è il culmine di ogni vita cristiana, e riporta nel presente – quando celebriamo – il passato e il futuro di Gesù.

Il brano del Vangelo ci mette in un clima eucaristico, dove il Signore morto e risorto si fa nostro cibo perché abbiamo tutti a vivere una vita pasquale in attesa del suo ritorno definitivo.

Ecco allora spiegati gli atteggiamenti, le posizioni dei nostri corpi e dei nostri animi:

  • lombi cinti – dice il Vangelo – classica tenuta di viaggio, di servizio e di lavoro;
  • lucerne ardenti: la nostra vita deve essere luminosa per indicare a tutti lo sposo, il risorto che viene per formare con noi una unica carne, e sulla croce Dio si è fatto una sola carne con noi nella nostra morte, per farci un solo spirito con Lui nella Risurrezione.

Ogni volta che viviamo l’Eucaristia celebriamo questa unione: come nell’ultima cena si mette tra noi come colui che serve.

La nostra vita con tutte le sue difficoltà è ampia come la notte, ma l’Eucarestia, ci rende capaci di far luce nella nostra notte e in tutte le notti degli uomini fino a quando sorgerà il sole delle vita luminosa e pasquale.

Chi fa dipendere la vita da ciò che accumula avidamente, vive la morte come un ladro, che ruba tutto; chi invece attende il Signore, sa che la venuta di questo ladro è l’incontro desiderato con il Signore.

19 Ottobre 2021
+Domenico