Una riflessione sul Vangelo secondo Luca (Lc 13,8-9) dal Vangelo del giorno (Lc13,1-9)
«… ma quegli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime, e vedremo se porterà frutto per l’avvenire; se no, lo taglierai”.»
.. Ma perché deve occupare inutilmente questo posto?
Quante volte ci siamo sentiti addosso questa domanda, o perché non riuscivamo a combinare niente di nuovo nella vita, o perché non facevamo il nostro dovere a scuola, o perché non riuscivamo nel lavoro e non davamo nessun segno di maturità … la nostra fortuna è stata di poter trovare qualcuno che ha avuto pazienza, che non ci ha calcolato a produzione, a frutti, a risultati, a efficienza, ma ci ha aspettato con amore!
Tante delle nostre relazioni personali sono improntate solo ed esclusivamente sui risultati: molti giovani vanno in crisi perché si sentono calcolati soltanto per quello che riescono a “realizzare” … e Gesù usa la parabola del fico sterile per dirci la cura e l’amore con cui invece ci segue: “… Lascia che gli zappi attorno …“
Questo fico che non produce nulla, questa vita intorpidita e frastornata dal chiasso del mondo ha bisogno di ascoltare una nuova musica, che lo faccia sentire accolto e amato: ha bisogno di sentire questi ticchettii di una zappa che, come un uccello, canta la pazienza di Dio, la sua infinita attesa, la sua rassicurazione che ti fa sentire nelle considerazioni liberanti di un papà.
Il rapporto con Dio non è mai “commerciale”: non è definito da meriti, ma sempre da gratuità! Oggi manca nerbo nell’educazione delle giovani generazioni non perché esiste troppa gratuità nei loro confronti, ma perché si lascia correre: non si fanno mai proposte decise, non si propongono mete da raggiungere …
La vera gratuità non è non esigere, ma impegnare continuamente senza stancarsi, con tutta la pazienza necessaria: Dio continua a stimolarci, non ci lascia in un dolce far nulla! A Lui non è che vada bene tutto e il contrario di tutto: è un Dio esigente, sa che da noi possiamo tirare fuori energie impensabili, conosce il cuore dell’uomo, lo sa capace di eroismo, di dedizione, di amore.
Tutto questo ce lo domanda continuamente: la sua attesa non è la compassione che ti umilia nella tua incapacità, ma è la certezza che ti infonde che puoi crescere, essere diverso, più buono .. ci infonde la gioia di saperci chiamati alla bellezza del suo Regno.
Lui circonda di amore appassionato la nostra sterilità: la cambia in gioia, la gioia di una inaspettata ripresa e con questo non ci abbandona proprio mai.
20 Marzo 2022
+Domenico
